Tre bambini stuprati: “Non parlate o diciamo che siete gay”

di

Le vittime costrette a compiere atti sessuali da due quindicenni che hanno poi minacciato di additarli come omosessuali se avessero raccontato l'accaduto. I fatti si sono svolti a...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1763 0

Hanno atteso che tre bambini, due fratelli di 10 e 11 anni e un loro amico di 12, tutti figli di stranieri nati in Italia, uscissero da una sala giochi dove si stava svolgendo la ‘festa del gelato’, a Fabrica di Roma, nel Viterbese, e, minacciandoli con coltelli e con un apparecchio in grado di infliggere scosse elettriche, li hanno stuprati.

Protagonisti dell’episodio due quindicenni, un italiano e un immigrato, arrestati dai carabinieri della compagnia di Civita Castellana per violenza sessuale. Un terzo ragazzo, un sedicenne amico dei due che aveva assistito alla scena, è stato denunciato a piede libero.

Il tutto è avvenuto in pieno centro, in un’area visibile ai passanti. A far scattare l’intervento dei carabinieri sono state le denunce presentate dalle madri di due bambini, alle quali i figli avevano raccontato piangendo cosa avevano dovuto subire da quei ragazzi di pochi anni più grandi di loro. I carabinieri della stazione di Fabrica di Roma e i loro colleghi della compagnia di Civita Castellana hanno immediatamente avviato indagini. Le versioni fornite dalle vittime sono risultate "perfettamente coincidenti" con i riscontri eseguiti dai militari e i due bulli sono stati arrestati e portati nel centro di prima accoglienza per minorenni di Roma.

I carabinieri hanno accertato che, dopo aver costretto i tre bambini a seguirli in un luogo un po’ più appartato, comunque visibile dalla strada, i due adolescenti si sono abbassati i pantaloni e li hanno obbligati a praticare atti sessuali.

Infine, hanno intimato loro di non raccontare a nessuno quanto accaduto altrimenti li avrebbero puniti duramente. I bambini, secondo quanto riferito dai genitori agli investigatori, sono tornati a casa terrorizzati, anche perché conoscevano i comportamenti violenti dei due ragazzi, già in passato tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine. "Ci hanno detto – hanno raccontato – che se qualcuno di noi avesse svelato quello che ci avevano obbligati a fare avrebbero detto a tutti che siamo omosessuali". Dopo l’intervento dei carabinieri, i tre bambini sono stati assegnati alle assistenti sociali del Comune di Fabrica di Roma.

"Sapevamo che c’erano stati episodi di bullismo, ma non ci saremmo mai aspettati fatti di questa gravità". Così il sindaco di Fabrica di Roma, Giuseppe Palmegiani ha commentato l’episodio. "Purtroppo – ha aggiunto – non ci è stato mai consentito di aumentare il numero dei vigili urbani, indispensabili per garantire il controllo del territorio. Noi facciamo ciò che possiamo con le forze che abbiamo". Alcune madri, però, hanno accusato il sindaco di scarsa sensibilità perché non ha sospeso la sfilata dei carri di Carnevale prevista per il pomeriggio.

Leggi   Attentati terroristici contro omosessuali: 2 riusciti e 4 tentativi falliti
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...