TRE GAY IN PARLAMENTO

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Un risultato storico, mai visto prima in Italia. Siederanno a Montecitorio la lesbica Titti De Simone, e due gay, Nichi Vendola e Franco Grillini. Gay.it li ha intervistati...

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La squadra, ben assortita e decisamente combattiva, di gay e lesbiche in Parlamento è formata!

La composizione vede un nome non nuovo tra gli scanni di Montecitorio, Nichi Vendola (foto), eletto in Puglia per Rifondazione Comunista, accanto alle "new entry" Titti De Simone, anche lei candidata di Rifondazione, eletta in Campania, e Franco Grillini, eletto nella lista dei Democratici di Sinistra in Emilia Romagna.

Molti sono quelli che sono rimasti fuori: dei tre candidati al Senato che avevamo segnalato, nessuno è stato eletto. Ezio Menzione (foto sotto), che era fra quei tre, ha ottenuto un ottimo risultato personale, raccogliendo più di 11.000 voti, "grazie anche al "voto gay", afferma Menzione: «Credo che, per la prima volta, si possa parlare di affermazione del voto gay: piccola, ma precisa e significativa. Tre gay dichiarati alla Camera, impegnati sul fronte dei diritti degli omosessuali, potranno certamente fare qualcosa, o addirittura molto, per tutti noi». C’è da farsi poche illusioni, come ammette lo stesso Menzione: «la vittoria della destra, di questa destra, ci costringerà a sentir parlare (e concretamente privilegiare) di famiglia, di matrimonio e di sacre istituzioni.

Bene, dico io, così sapremo con chiarezza con chi schierarci; non solo per cosa lavorare, ma anche contro chi lavorare. E se qualcuno vorrà addirittura farci arretrare, scenderemo in piazza, come già facemmo contro Berlusconi a Napoli nel ’96 e contro Woytila a Roma nel 2000».

Il ruolo dei gay è quindi tutt’altro che finito: «Credo anzi che il voto gay, nella sua – sia pure relativa – "trasversalità", abbia dimostrato che ci si può riconoscere ed aggregare sulla base dei propri bisogni e della rivendicazione dei propri diritti, anche al di là delle strette etichette di partito. Proprio ciò di cui avremo bisogno d’ora in poi».

Tra i nuovi eletti, abbiamo la presidente nazionale di Arcilesbica Titti De Simone, che sarà la prima lesbica dichiarata a sedere in Parlamento. Contenta del risultato raggiunto e del fatto che finalmente tre rappresentanti dei gay potranno agire in sede parlamentare, Titti non si fa troppe illusioni: «è chiaro che dobbiamo metterci in testa che, vista la vittoria di Berlusconi, non potremo purtroppo sperare molto sul piano dell’ottenimento di leggi. Quello che possiamo fare è cercare di costruire un’opposizione e un progetto culturale e politico alternativo a queste destre».

Tra le priorità di Titti De Simone, quella di «ricostruire quel ponte di legame tra i movimenti e le istituzione che, per quanto riguarda Rifondazione fa parte proprio della nostra scelta, del nostro patrimoni genetico, della nostra storia. Da qui bisogna partire per rivitalizzare nella società la nascita di un progetto culturale e politico alternativo alle destre».

Anche Franco Grillini si dice soddisfatto del risultato raggiunto: la lista DS nella quale compariva il suo nome nel proporzionale in Emilia Romagna, ha raccolto 830.000 voti, consentendo l’elezione dei primi tre candidati della lista.

E’ un risultato, commenta Grillini, «molto importante perché si è realizzato il mio sogno politico, che era quello di sposare alla grande tradizione popolare della sinistra nel più grande partito della sinistra, le questioni dei diritti civili degli omosessuali e più in generale delle libertà». L’elezione di tre rappresentanti del movimento gay, poi, permetterà di «fare un lavoro di squadra sulle questioni che ci interessano, a partire dalla cosa a cui io tengo di più e che mi sembra la più importante, cioè il riconoscimento delle coppie omosessuali». Anche Grillini tiene a precisare che il risultato elettorale nella sua globalità non aiuta; e propone per questo di «dar vita quanto prima nel paese a una Associazione nazionale delle coppie omosessuali, per fare sì che si veda sul piano sociale l’esistenza di questo soggetto che rivendica diritti».

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Tra le altre iniziative che Grillini intende proporre «la costituzione dell’interparlamentare per i diritti dei gay e delle lesbiche, in modo tale che ci sia sperabilmente anche una certa trasversalità, con la prospettiva di ottenere delle leggi, e comunque fare un’azione parlamentare a tutto campo, fatta di interpellanze, di interventi, e soprattutto di gestione della rappresentanza istituzionale». Insomma, di lavoro ce ne è da fare moltissimo, e gli impegni sulle agende degli eletti non sono pochi. Oltretutto, precisa Grillini, «noi dovremo lavorare anche il doppio degli altri, perché oltre a rappresentare i gay e le lesbiche, dobbiamo anche fare il lavoro per il partito che ci ha eletto. Io dovrò anche essere anche nei Democratici di Sinistra, che ora si trovano in una delicata fase di discussione interna, quindi sarò anche molto impegnato in questo campo».

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