Trento: la scuola non le rinnova il contratto perché (forse) è lesbica

Il “consiglio” di seguire un “percorso di riabilitazione”. Lei dice no e perde il lavoro

Licenziata (o meglio, non riassunta) perché sospettata di essere lesbica. Avete letto bene, non di avere rubato, o falsificato i fogli di presenza, o insidiato gli alunni o di non essere capace di fare il suo lavoro. No, sospettata di essere omosessuale. E’ accaduto ad un’insegnante dell’istituto Sacro Cuore di Trento, una scuola privata. A denunciare il fatto è il locale comitato di Tsipras a cui la donna si è rivolta in cerca di aiuto. Secondo quanto riferisce Tsipras, i dirigenti scolastici avrebbero chiesto all’insegnante di smentire o confermare le voci che circolavano e che volevano che fosse lesbica. Ma c’è di più, alla docente è stato proposto un “percorso di riabilitazione”, una cura insomma, se avesse voluto il rinnovo del contratto.

A quanto racconta la stampa locale, la donna si sarebbe rifiutata di cedere al ricatto e di rispondere alle domande invadenti della dirigenza della scuola che ha così deciso di non rinnovarle il contratto.

“Una chiara educazione all’omofobia” secondo Tsipras che fa notare come l’istituto in questione riceva finanziamenti dalla provincia per svolgere le sue attività, in mancanza di una scuola pubblica adeguata a cui, di contro, vengono tagliati fondi e ridotti i budget.

Per questo il comitato trentino chiede al presidente Ugo Rossi “un intervento di pubbliche scuse” all’insegnante vittima delle discriminazione.

Ti suggeriamo anche  Cecenia, gay fuggito si scusa in tv: "Sono una disgrazia"

Secondo TrentoToday, l’istituto ha confermato il mancato rinnovo del contratto senza specificarne le ragioni.