Treviso, riecco l’omofobo Gentilini: “Gay? Li sopporto purché non facciano esibizionismo”

A 88 anni l’ex sindaco-sceriffo si ricandida in Consiglio comunale: già ci sono le prime sparate omofobe e razziste.

Alle comunali della città veneta si ripresenta Gentilini, storico esponente leghista che in passato aveva parlato di “pulizia etnica contro i culattoni”.

L’erba cattiva non muore mai. Anzi, in questo caso cattivissima. Giancarlo Gentilini, per quindici anni sindaco leghista di Treviso, si ricandida alle prossime comunali. Non correrà né sotto insegne della Lega né per la poltrona più importante del palazzo comunale, ma sarà capolista della lista civica Zaia-Gentilini, che porta oltre al suo nome quello del governatore del Veneto, Luca Zaia.

La candidatura di Gentilini segna il suo ritorno nell’alveo del centrodestra, dopo alcuni dissapori tra lo ‘sceriffo’ e i dirigenti del Carroccio proprio a causa delle sue passate dichiarazioni, indigeribili persino per la Lega, e dalla sua iniziale ostilità alla nuova linea politica varata da Matteo Salvini.

A quanto dice però Gentilini, sarebbe stato lo stesso Salvini a richiamarlo in campo, per riconquistare Treviso dopo cinque anni di giunta di centrosinistra: un obiettivo che a quanto pare val bene la sopportazione delle ennesime parole aberranti dell’ex sindaco.

Gentilini Bossi
Giancarlo Gentilini durante un comizio ai tempi della Lega, dietro Umberto Bossi.

Non ha perso tempo infatti Gentilini, già condannato in via definitiva per istigazione all’odio razziale, per lanciarsi nuovamente in affermazioni omofobe e razziste al programma radiofonico La Zanzara: “I gay? ormai li sopporto purché non facciano esibizionismo – ha detto Gentilini – Se tornerò in consiglio comunale cercherò di impedire il gay Pride a Treviso. Mi fa un certo senso vedere due uomini che si baciano, due donne che si baciano. Adesso entra nella normalità”. 

Davvero un ‘bel passo avanti’ per chi voleva l’espulsione dei gay da Treviso. L’ex sindaco veneto poi aggiunge: “Nella mia lista non ci saranno gay, chi fa parte della mia lista è come ai raggi X. Cioè, devono essere perfetti. Puri di mente e di corpo. Gay non ne parliamo nemmeno”.

Dal canto suo il governatore Luca Zaia è intervenuto sul Corriere del Veneto per spegnere le polemiche: “Conosco Gentilini da una vita e so che, nonostante alzi la voce e a volte faccia dichiarazioni non condivisibili, alla fine è un tenerone. Sfido chiunque a dirmi che è una persona cattiva”.

“Le persone che entreranno in lista  – continua Zaia – le sceglierò io e saranno valutate per il curriculum, per la loro rispettabilità e l’impegno. Certe affermazioni non si fanno. Sarò il suo censore”. Magrissima consolazione rispetto a un soggetto che dovrebbe essere stato cacciato a pedate dalla vita pubblica di questo Paese.