Trieste: il Comune invalida trascrizione del matrimonio gay

Il Comune di Trieste ha annunciato di avere avviato la procedura per l’annullamento dell’atto di trascrizione del matrimonio spagnolo tra due uomini.

TRIESTE – Rapido intervento del Comune di Trieste per invalidare la trascrizione all’anagrafe di un matrimonio omosessuale celebrato in Spagna tra un italiano e uno svizzero. Dal quando il caso è divenuto di dominio pubblico l’amministrazione triestina ha detto che provvederà immediatamente ad avviare la procedura di annullamento dell’atto. «Quest’atto per noi è nullo» dice il sindaco Roberto Dipiazza (Forza Italia) al quotidiano Il Piccolo. «In Italia – aggiunge il sindaco – non abbiamo una legge che può validare un matrimonio fra due individui dello stesso sesso. Questo triestino ha presentato un documento spagnolo che riportava il suo nome come ‘marido’ e quello del suo coniuge straniero, non identificabile istantaneamente come maschile o femminile, come ‘mujer’. Gli impiegati dell’ufficio hanno preso atto correttamente del documento e l’hanno trascritto. Ma a questo punto le cose cambiano: la procedura di annullamento partirà immediatamente. Chiederemo la documentazione in Spagna e verificheremo, nel contempo, se ci sono gli estremi per far partire una denuncia d’ufficio. Non si tratta di un atto politico, ma ho il dovere di tutelare i miei dirigenti e di far applicare la legge italiana. Se poi in futuro la legge cambierà, prevedendo unioni fra persone dello stesso sesso, allora mi adeguerò».

«È triste che una persona debba farsi riconoscere in questo modo un diritto civile che in quasi tutti gli altri paesi europei è già riconosciuto dal punto di vista normativo», commenta sempre a Il Piccolo, il segretario provinciale dei Ds Fabio Omero, ex presidente dell’Arcigay di Trieste. «Si sa – prosegue Omero – che l’Italia è uno degli ultimi paesi dell’Ue a non essersi ancora adeguato alle risoluzioni del Parlamento europeo in materia di unioni civili. Ci troveremo sempre più spesso davanti a situazioni di questo tipo se nel Parlamento italiano non se ne discuterà per tempo. So di altri casi di matrimoni gay contratti all’estero e non registrati in Italia che sono finiti davanti a un giudice, in particolare uno a Firenze e un altro a Latina: per farsi riconoscere l’unione civile queste coppie devono aspettare di percorrere tutti i gradi della giustizia nazionale contro l’Avvocatura dello Stato. Quando usciranno le rispettive sentenze della Cassazione potranno finalmente rivolgersi alla Corte di giustizia europea, appellandosi alle risoluzioni del Parlamento europeo».

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