Donald Trump da buffone a candidato alla Casa Bianca: ciò che è indecente può diventare decente?

Perché persone fanatiche religiose non hanno problemi a parlare con omosessuali? Perché il giudizio di normalità dell’uomo della strada è in parte statistico e in parte valutativo.

Riprendiamo un felice editoriale del Time link >, per affrontare il tema della normalizzazione e di come ciò che sembra impossibile, può diventare possibile, e ciò che fino a ieri sembrava indecente, può improvvisamente diventare decente. Incredibile no?
L’articolo del Time è firmato da Joel Stein. Di seguito una traduzione con arrangiamenti e riflessioni di Giorgio Lazzarini.
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Si sa che quello che non è permesso, può velocemente diventare accettabile. Di esempi ne abbiamo a dozzine, dal sesso prematrimoniale al parlare ad alta voce al telefono in pubblico (specialmente in autobus) , farsi selfie ovunque incuranti, del disagio altrui (soprattutto nei passaggi pedonali o in auto mentre si guida), o anche mandare foto del proprio pene a gente appena conosciuta (e soprattutto non ancora conosciuta). Fintanto che qualcuno ci dice che non è ok: possiamo sempre dire che stavamo semplicemente scherzando.. vero?
Ebbene, è strano come solo un anno, fa quando Donald Trump annunciò la sua candidatura con la famosa frase “i messicani portano droga, portano crimine e violentano le nostre donne fu subito ostracizzato dai media americani. Nbc, la rete che lo aveva lanciato anni prima come fenomeno mediatico con la sua trasmissione “The Apprentice”, dichiarò subito che interrompeva ogni tipo di relazione commerciale con lui. Persino il Papa arrivò a definirlo un “non cristiano”, affermazione che nel linguaggio papale è di una durezza incredibile. Macy’s (catena di magazzini americani ndt) smise di distribuire la sua linea di abiti firmata, e Serta (azienda di materassi ndt) smise di vendere il materasso per casa Trump. (…)
Da allora, Trump ha detto cose ancora più offensive. Vuole vietare ai musulmani l’ingresso nel paese, è favorevole alla tortura sui familiari di terroristi e pensa che John McCain non sia un eroe di  guerra perché “gli piacciono le persone che non sono cadute prigioniere” in guerra (metafora militaresca piuttosto fascistoide ndt). Donald Trump ha minimizzato gli episodi di violenza ai suoi comizi. Eppure oggi Trump è l’ospite d’onore di Saturday Night Live proprio su quella Nbc che un anno fa lo aveva scaricato. E si presenta pure alle puntate di Jimmy Fellon, quello che canta con Adele e Madonna. E’ invitato a incontri di politici e organizzazioni che sembrano dimenticarsi di quanto lo condannavano solo 12 mesi fa.
Chiariamo. Non è che tutti questi hanno cambiato idea e la pensano come Trump. Ma semplicemente non trovano più le sue idee così repellenti da volerlo ostracizzare (che tradotto significa metterci una pietra sopra, mediaticamente parlando, non facendolo comparire su radio, tv e giornali. Occhio non vede, orecchio non sente, cuore non duole). E’ come se gli americani fossero tutti tornati a curarsi le carie dal dentista che ha ucciso il leone Cecil, mentre continua a uccidere leoni (ricorderete il dentista che uccise il leone e che subì un’onta di sdegno e condanna su tutti i social network del mondo).
Per capire come sia possibile una trasformazione simile, tanto per rendere me stesso socialmente accettabile dopo tutte le cose che scrivo su Facebook, ho studiato un articolo di un filosofo di Yale, Joshua Knobe, intitolato “Il giudizio di normalità dell’uomo della strada: parte statistico, parte valutativo”, il quale conclude appunto che il giudizio di normalità della gente comune è parte statistico e parte valutativo. In realtà, non ci ho capito niente. Così ho chiesto direttamente a Knobe.
Lui col suo co autore Adam Bear hanno fatto una serie di esperimenti per capire come la gente decide cosa è accettabile: se prevalgono i propri valori o quello che fanno gli altri. Nello specifico, ha chiesto di dire quale è per loro l’ammontare medio, l’ammontare ideale e quello “normale” di una serie di cose tipo ore passate davanti la tv, bevande gasate per settimana, libri letti in un anno, telefonate ai genitori fino a cose un po strane tipo “bevute fatte nel weekend coi compagni di università”. Knobe ha così scoperto che quello che riteniamo normale è in realtà un mix tra il nostro ideale e quello che stimiamo essere la media, con una propensione verso quest’ultimo valore. “Se mangi una bistecca davanti a un vegetariano per motivi morali, la gente non reagisce come se stessi facendo qualcosa di immorale. Questo perché pensano che quello che fai sia normale”. Il nostro orrore morale vacilla di fronte alle opinioni della massa. Il che ha un senso, se si vuole far parte di una comunità. Devi confrontarti infatti con gente con cui non sei d’accordo se essi sono un numero consistente, altrimenti sei, come me, un liberale snob senza amici. E’ il motivo per cui persone che sono contrarie alla omosessualità per motivi religiosi non hanno problemi a parlare con persone gay. E’ il motivo per cui il mondo che odia il comunismo fa affari con la Cina. Ed è il motivo per cui Trump ora è il benvenuto a tutti gli eventi dei candidati presidenziali. “La cosa che si nota di Trump è che la gente pensa che essere razzisti sia in qualche strano modo normale“. Trump stesso ha detto: “Sono la persona meno razzista che si possa incontrare”. E’ così che si diventa normali.
Ne sappiamo qualcosa in Italia con un certo movimento padano, no?
Ma dobbiamo essere ben consci di come la nostra complicità o anche solo passività abbia un ruolo nel normalizzare un pericolo. Per questo quando ci saranno le conventions e dopo la campagna presidenziale non tratterò la sua candidatura come tutte le altre. E quando Trump sarà presidente, chiederò al mio direttore di cancellare questo articolo da internet. A un certo punto, solo un imbecille non cede alle masse. O no?
Giorgio Lazzarini
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