Turchia: calcio-fanatici bloccano manifestazione gay

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Hooligan esagitati infieriscono contro una manifestazione di Gay Pride. La polizia si gira i pollici e non fa niente e alla fine il previsto corteo è stato annullato.

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ISTANBUL – Che c’entrano i tifosi del calcio con le proteste omofobe anti Gay Pride che si sono viste in tempi recenti in vari paesi orientali europei? All’apparenza niente, eppure sono stati proprio i tifosi del football (impossibile non bollarli come hooligan, teppisti) a lanciare pietre a pacifici attivisti per i diritti delle minoranze sessuali e a bloccarli all’interno della loro associazione, causando l’annullamento della prevista manifestazione per le vie di Bursa, città nel nord-ovest della Turchia. L’incidente è successo qualche giorno fa, quando qualche centinaio di violenti “simpatizzanti” della locale squadra di calcio del Bursapor evidentemente non avevano niente di meglio da fare per passare la giornata e se la sono presa con gli attivisti dell’associazione GLBT Gökkuşağı (Arcobaleno), lanciando sassate contro la sede del gruppo e impedendo che si svolgesse la parata gay per la quale era stata richiesta e ottenuta regolare autorizzazioni presso le autorità.
Le forze di polizia tuttavia non hanno intrapreso alcuna azione per bloccare gli atti violenti degli hooligan, limitandosi a consigliare ai membri dell’associazione gay di rimanere chiusi nella loro sede e aspettare. Inizialmente il corteo è stato rimandato, infine annullato del tutto. Gökkuşağı è stata fondata pochi mesi fa, a marzo, attirandosi le critiche del locale ufficio del presidente regionale che l’ha accusata di promuovere azioni immorali. Per reazione l’associazione ha lanciato una campagna di protesta alla quale hanno aderito altre associazioni LGBT turche. Quando è stata presentata richiesta di effettuare una marcia di rivendicazioni di pari diritti lo stesso ufficio regionale l’ha autorizzata, in virtù della libertà d’espressione. Il presidente di Arcobaleno, Ömer Evren, ha annunciato che verrà presentata una protesta ufficiale contro il locale club calcistico e ha annunciato che il Pride del prossimo anno sarà ancora grande. Emir Birant, portavoce dell’associazione per i diritti dei gay di Ankara KAOS-GL, interpellato dalla France Press ha criticato aspramente le forze di polizia per non aver preso le adeguate misure per consentire lo svolgimento di una manifestazione regolarmente autorizzata, anzi invitando gli attivisti gay a desistere dal farla. «Non c’è stato assolutamente nessun aiuto da parte della autorità» ha detto Birant, «il che dimostra chiaramente come gli omosessuali sono ancora considerati in Turchia.» Rappresentanti del movimento GLBT hanno anche presentato il loro caso all’Unione Europea, con cui la Turchia è in fase di negoziazione in vista di una possibile futura adesione. (Roberto Taddeucci)

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