Turchia: per la ministra delle donne i gay sono malati

Un male biologico da curare: questo sarebbe l’omosessualità per la ministra Aliye Kavaf, responsabile della famiglia e delle politiche per le donne, nota per essere “il ministro delle censure”.

L’omosessualità è un disturbo biologico che va curato, quindi non ha senso parlare di matrimoni gay. Con queste parole la ministra turca Aliye Kavaf ha liquidato, in un’intervista rilasciata ad una rivista locale, la questione omosessualità.

"Penso che l’omosessualità sia un qualcosa che debba essere curato – ha dichiarato la responsabile delle politiche per le donne e per la famiglia – e per questo motivo non ho una buona opinione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso".

In più, non c’è una richiesta di affrontare un tema come quello delle unioni gay in Turchia, sostiene la ministra.

"Non dico che non ci siano omosessuali in Turchia – ha detto Aliya Kavaf -, dico soltanto che questi casi (di richiesta di matrimonio) non esistono".

La ministra è nota per le sue posizioni puritane e per l’atteggiamento molto rigido nei confronti di tutto ciò che riguarda il sesso. Molte polemiche ha suscitato la sua dichiarazione nella quale ha sostenuto che le scene di baci della seguitissima soap opera "Ashki Memnu" (Amore proibito) dovrebbero essere criptate per non "influenzare negativamente gli spettatori tra i 4 e i 10 anni". "Mi hanno chiamato il ministro della censura – ha lamentato il ministro – ma intanto queste scene in onda ogni giorno compromettono i valori della famiglia". Di contro, la stessa ministra, ha dichiarato di guardare in TV solo la soap "Kurtlar Vadisi" (La valle dei lupi) perché "i messaggi inviati da quello spettacolo attraggono la mia attenzione". "La Valle dei Lupi" è una soap che parla di mafia e complotti antigovernativi, piena di scene di torture e violenza.