Tv cinese censura Ang Lee su Taiwan e cowboy gay

La scure della censura cinese si è abbattuta su Ang Lee, premiato ieri con l’Oscar come miglior regista per il suo discusso film sull’amore tra due cowboy gay, ‘Brokeback Mountain’.

PECHINO – La scure della censura cinese si è abbattuta su Ang Lee, premiato ieri con l’Oscar come miglior regista per il suo discusso film sull’amore tra due cowboy gay, ‘Brokeback Mountain’. Intervistato dalla televisione di stato, il regista di origine taiwanese naturalizzato americano ha ringraziato tutti in Cina, Taiwan e Honk Kong, elencandole come entità separate: preoccupato che passasse un messaggio diverso da quel principio di ‘una sola Cina’ ribadito con forza negli ultimi giorni dalle autorità di Pechino, la censura ha tagliato quel passaggio.

Stralciate dall’intervista trasmessa dalla televisione anche le dichiarazioni del premio Oscar sui protagonisti del suo film, che in Cina non sarà distribuito e che sarà possibile vedere solo in dvd.

‘Ci hanno insegnato molto – ha dichiarato davanti alla telecamera Ang Lee – non solo sugli omosessuali il cui amore viene negato dalla società ma, cosa più importante, sulla grandezza dell’amore stesso’. Troppo per un Paese dove l’omosessualità è considerata un problema psichico.

Nonostante questo, gli organi di stampa hanno celebrato la vittoria di Ang Lee, definito dal China Daily ‘orgoglio del popolo cinese’. Solo ieri il presidente taiwanese Chen Sui-bian aveva definito il regista ‘orgoglio di Taiwan’. Insomma lo scontro, finora solo verbale, tra Taipei e Pechino passa anche per il cinema.

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