Fondatore di “Twinks for Trump” arrestato durante un discorso razzista

Lucian Wintrich, creativo della campagna gay pro Trump, è stato fermato durante il suo discorso “It’s OK to be white”.

L’ideatore di “Twinks for Trump”, una campagna tanto strana quanto vera, continua la sua opera in sostegno del presidente Usa.

In principio, in perfetto ossequio alla categoria “twink”, erano dei ragazzini seminudi con il celebre cappellino “Make America Great Again” sfoggiato durante le elezioni presidenziali americane dai sostenitori di Donald Trump. Poi da “Twinks for Trump”,  il ventinovenne di New York Lucian Wintrich, si è dimostrato un convinto sostenitore della nuova destra americana incarnata dal neopresidente, al punto da farsi anche arrestare.

Twinks for Trump
Uno dei ragazzi fotografati per il progetto Twinks for Trump.

Come il gruppo “Gays for Trump”, anche il giovane creativo continua a sostenere il presidente, nonostante l’attuale inquilino della Casa Bianca si sia dimostrato uno dei peggiori nemici della comunità LGBT,  e ha tenuto un discorso intitolato “It’s OK to be White” all’Università del Connecticut.

Un intervento provocatorio, come da copione dell’Alt-right americana, l’estrema destra alleata di Trump e sobillata proprio dal presidente, che ha scaldato gli animi del pubblico, complice gli attacchi ai migranti, ai neri e anche i continui insulti che avrebbe lanciato Wintrich dal podio.

Twinks for Trump
Lucian Wintrich, ideatore di “Twinks for Trump”.

Mentre la conferenza veniva interrotta da cori come “Nazis go home” o “Black lives matter”, Wintrich avrebbe afferrato una donna, causando l’intervento delle forze di sicurezza che l’hanno fermato per disturbo della quiete pubblica e rilasciato dopo aver pagato 1000 dollari di cauzione.

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