Uber, nuovo caso di omofobia: due lesbiche cacciate dall’auto

L’episodio è avvenuto a New York, l’autista è stato immediatamente sospeso dall’azienda.

Continua la lotta all’omofobia dei driver di Uber e Lyft: un’altra corsa è stata interrotta per un bacio lesbo tra le passeggere.

Una coppia lesbica è stata lasciata a piedi a New York da Ahmad El Boutari, conducente per Uber dopo che le due si sono scambiate un veloce bacio a bordo della sua auto. È il terzo caso noto che si è verificato negli ultimi mesi negli Stati Uniti.

Anche stavolta il conducente ha accostato la sua vettura e ha fatto scendere in malo modo le utenti per poi abbandonarle in strada, non prima di aver sbraitato tutta la propria contrarietà a quel piccolo segno d’amore omosessuale.

Le due donne, Emma Pichl e Alex Iovine di 24 e 26 anni, hanno registrato con il cellulare l’omofobia del conducente di origine mediorientale, che ha assurdamente sostenuto come negli Stati Uniti fosse illegale un bacio pubblico tra due persone dello stesso sesso.

“Eravamo sul Manhattan Bridge e ci stavamo dirigendo in città – ha raccontato Pichl al New York Posted eravamo sedute ai lati opposti dei sedili posteriori. A un certo punto ci siamo avvicinate e ci siamo date un bacetto, molto velocemente. Il guidatore ha cominciato a dire che non avremmo dovuto farlo e ha accostato l’auto”.

Nel video postato su Facebook si sente El Boutari dire alle due donne che quello che hanno fatto è “Illegale. Non si può fare. È illegale, non puoi farlo in auto”, prima di tentare di sottrarre loro il cellulare con cui lo stavano registrando.

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Per il conducente sono già arrivati i provvedimenti: la sua licenza è stata sospesa dalla New York City Taxi and Limousine Commission e la portavoce dell’organizzazione ha dichiarato che “È il 2018, siamo a New York e non è così che viviamo. El Boutari ha commesso un’azione inaccettabile e ripugnante che non sarà tollerata”.

Anche Uber, direttamente per bocca del suo nuovo CEO Dara Khosrowshahi, ha commentato con durezza l’episodio: “Non credo che una cosa del genere abbia a che fare con il nostro servizio, punto. Questa è un’azienda aperta e Uber è una piattaforma disponibile a tutti, a prescindere dalla condizione sociale, dall’orientamento sessuale e questo è sacro per noi”.