Uccise giovane gay: condannato a trent’anni di prigione

La vittima venne ritrovata sulle rive del Tevere, priva di vita, ucciso con un cacciavite.

Trent’anni di reclusione. È questa la pena che dovrà scontare Andrea Troisio, 32 anni, riconosciuto come l’omicida di Daniele Fulli, il giovane omosessuale il cui corpo senza vita venne ritrovato nel gennaio del 2014 in riva al Tevere, nella zona della Magliana.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, Troisio e Fulli, 28 anni, quella sera del 28 dicembre 2013 si appartarono lungo le sponde del fiume per consumare un rapporto orale dopo il quale la vittima si ritrovò a dare le spalle a Troisio.

Questi, che a quanto pare non voleva andare oltre contrariamente alle richieste di Fulli, lo colpì con un cacciavite, prima alla cervicale e poi, quando la vittima era ormai a terra, all’inguine e al cranio.

Il cacciavite venne poi buttato nel Tevere e Troisio scappò lasciando il giovane parrucchiere agonizzante a terra.

Il corpo di Fulli venne ritrovato solo il 7 gennaio, dopo che i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Del suo caso si occupò anche Chi l’ha visto.

Ad aggravare la posizione di Troisio, quelli che i magistrati hanno giudicato “motivi abietti e futili determinati dalla volontà di mettere a tacere il Fulli che lo sollecitava per ottenere una prestazione sessuale”.

Al momento dell’omicidio, Daniele Fulli stava uscendo da un grave lutto. Qualche mese prima, infatti, il suo compagno, Simone, si era suicidato lanciandosi da un terrazzo .

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