Ucraina, una legge per rendere illegali i Pride e i matrimoni same-sex

Una legge per vietare la ‘propaganda gay’. In Ucraina guardano alla Russia per soffocare ancor di più la comunità LGBT.

L’ormai celebre legge contro la ‘propaganda omosessuale’ voluta da Vladimir Putin in Russia potrebbe presto attecchire anche nella vicina Ucraina.

Il consiglio comunale di Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale, ha infatti inviato al Governo una proposta di legge che vieti alle persone e alle relazioni LGBTQ di essere rappresentate nel Paese. La mozione è stata originariamente presentata dal Movimento cristiano per la vita, con il sindaco della città, Ruslan Martsinkov, che l’ha tramutata in ordine del giorno. Dovesse essere sposata dal Governo, la legge renderebbe illegali i Pride in tutta l’Ucraina. E non solo.

La mozione è nata perché “le autorità non hanno ancora deciso la strategia statale di sviluppo e supporto alla famiglia tradizionale“. Si legge inoltre: “Oggi ci sono molte sfide che riguardano le famiglie ucraine: orfanotrofio, bambini con disabilità, bambini con bisogni speciali, madri single, famiglie monoparentali, impossibilità di esercitare pienamente i loro diritti costituzionali, istruzione, alloggio, protezione sociale, standard di vita decenti. Allo stesso tempo, per ragioni sconosciute, lo Stato presta attenzione solo al problema creato artificialmente della cosiddetta discriminazione contro le persone con un orientamento sessuale non convenzionale“.

La petizione è fondata su sette punti. Il primo punto riguarda la conferma al divieto assoluto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il secondo punto chiede che frasi come “orientamento sessuale” e “identità di genere” siano bandite da tutti i documenti governativi attuali e futuri, in quanto “ideologiche” e “anti-scientifiche”. Il terzo punto sostiene che il governo dovrebbe tornare alla “Legge dell’Ucraina” sul partenariato civile . Il quarto punto chiede la rimozione dai libri di testo scolastici di qualsiasi concetto legato “agli stereotipi di genere”. Il quinto punto chiede al governo di “vietare la propagazione di vari tipi di comportamenti sessuali devianti”, tra cui “manifestazioni, “parate gay”, “feste LGBT”, ecc.

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Il sesto punto richiede la creazione di un “Ministero degli affari familiari”, che sarebbe diretto da qualcuno che è “noto per la sua devozione a proteggere gli interessi della famiglia e della morale nella società ucraina“. L’ultimo punto è potenzialmente il peggiore, in quanto invita il governo a smettere di emendare la Costituzione in modo da distorcere “le definizioni di famiglia, matrimonio, paternità, maternità e infanzia”. In sostanza, quest’ultima parte potrebbe vietare ai governi futuri di legalizzare il matrimonio omosessuale.