Udine: polemiche per Papa che va in congedo matrimoniale

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia rilascia un congedo matrimoniale a un gay che si è sposato in Belgio. Omofobi scandalizzati annunciano battaglia. Ma l’Italia è in Europa?

UDINE – Arriverà presto in Parlamento il caso di Giulio Papa, dipendente della Regione Friuli Venezia Giulia in servizio a Bruxelles e che nel luglio di un anno fa si è sposato ad Anversa con Dirk Van den Eede, un militare belga trentottenne. La bagarre sollevata dai partiti della Casa della Libertà, Alleanza Nazionale e Forza Italia in testa, è nata dal fatto che il Consiglio Regionale friulano ha deciso di rilasciargli quel congedo matrimoniale di 14 giorni che spetta di norma a coloro che si sposano. Scandalo! Onta! Il senatore Ferruccio Saro (FI) ha immediatamente fatto un’interrogazione parlamentare al ministero dell’interno per sapere se l’Italia riconosce o meno in matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Roberto Menia (AN) definisce “semplicemente osceno” il fatto che la regione abbia concesso tale permesso. Timide e a mezza voce le difese alla decisione provenienti dai Ds. In tutto questo furioso baccanale nel quale, ancora una volta, si vogliono negare ai cittadini omosessuali quegli stessi trattamenti che vengono riconosciuti agli altri, il diretto interessato fa notare che lui il congedo l’ha richiesto in quanto residente a Bruxelles, dove il matrimonio gay è del tutto legale, altrimenti non lo avrebbe neanche chiesto.

La domanda naturalmente che emerge da questo tipo di vicende è se l’Italia può dichiarare nulli degli atti pubblici di altre nazioni. Piuttosto appare sempre più evidente che la nostra legislazione è ancora così arretrata da non aver recepito le molteplici richieste del Parlamento Europeo di provvedere al riconoscimento delle coppie omosessuali, per necessità di armonizzazione tra le leggi dei vari paesi e per il semplice principio di non discriminazione. La contraddizione più sconcertante però riguarda proprio il Presidente della Regione Riccardo Illy, che sembra convintissimo della giustezza della decisione al punto che si è impegnato a pagare di tasca sua i costi legati a un eventuale strascico legale della faccenda; eppure lo stesso Illy si è sempre dichiarato contrario al riconoscimento delle unioni omosessuali…

Il consiglio regionale ha votato all’unanimità per la concessione del congedo, una illuminata decisione che viene giustamente rivendicata come di lettura “in chiave europeista” delle norme. Altrimenti l’Italia in Europa che ci sta a fare? Solo a incassare i fondi comunitari?  (Roberto Taddeucci)