UE: la vita degli omosessuali nei paesi che vogliono entrare

Un rapporto di ILGA-Europe e COC Netherlands illustra le difficili condizioni in cui vivono le persone LGBT in Georgia e Azerbaijan. “Per entrare nell’Ue bisogna estendere a tutti i diritti umani“.

Due delle principali associacioni LGBT europee hanno compilato un rapporto riguardo alla grave situazione che gay, lesbiche, bisessuali e trans devono affrontare in due nazioni che aspirano a diventare membri dell’Unione Europea.

Lo studio di ILGA-Europe e COC Netherlands analizza la posizione delle persone LGBT in Georgia e in Arzebaijan e conclude che le nazioni del Sud del Caucaso devono porre fine alle discriminazioni e all’incitamento all’odio. In oltre devono provvedere urgentemente a mettere in atto leggi anti-discriminazione in accordo con gli standard del Consiglio Europeo e dell’UE.

Particolare attenzione è stata posta ai problemi delle donne lesbiche e bisessuali e delle persone transessuali.

Hanno anche portato esempi di violanzione dei diritti umani rispetto all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

In Georgia un alto livello di ostilità rispetto alle relazioni tra persone dello stesso sesso e alle diverse identità di genere prevale in praticamente tutti gli ambiti della società.

Molti pensano che si tratti di malattie, altri guardano a queste ralatà come a peccati e altri ancora come a perversioni.

I diritti umani di persone LGBT sono contrastati anche da alcuni importanti difensori dei diritti umani stessi e da altre figure di alto livello.

La stigmatizzazione è così pervasiva che la maggiorparte delle persone LGBT sono costrette ad uscire dalle comunità, private di ogni possibilità di esprimere apertamente il loro orientamento sessuale o l’identità di genere e sono vittime di idscriminazioni e crimini di odio.

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In Arzebaijan lesbiche, gay e transessuali non sono invisibili nella società preminentemente islamica. Decine di transessuali si trovano sulla strada principale della capitale Baku ogni notte, importanti figure del mondo dello spettacolo nascondono poco il loro orientamento sessuale e i mass media danno ogni giorno sempre più spazio ai temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. 

Ma non bisogna farsi fuorviare da questa relativa visibilità: il prezzo da pagare è l’allontanamento dalla famiglia, il bullismo, l’esclusione sociale, la discriminazione e il diventare vittime di crimini di odio.

Il resoconto mira a alzare il livello di guardia delle organizzazioni europee e internazionali, a fare pressione perché avvengano cambiamenti positivi nei governi nazionali e incoraggino i loro donatori a supportare l’organizzazione di gruppi LGBT in questi stati.

 

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