Uk: abolito il divieto di donare sangue per gay e bisex

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Da novembre anche i sudditi della regina gay e bisex potranno donare il sangue, a patto che non abbiano fatto sesso negli ultimi 12 mesi. Cns: "In Italia...

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Da novembre in Gran Bretagna gay e bisex potranno tornare a donare il sangue. Cade così un’odiosa restrizione entrata in vigore negli anni ’80 per cercare di mettere un freno all’epidemia di Aids basandosi su un pregiudizio che si è dimostrato essere falso e sulla difficoltà di avere risultati certi in tempi brevi. Allora, riferisce la Bbc, le analisi non permettevano di stabilire con certezza la presenza nel sangue della malattia. Esisteva una ‘finestra temporale’ all’interno della quale il virus poteva essere presente ma invisibile. Da qui la decisione di vietare a vita la donazione del sangue ad alcune categorie considerate più a rischio, a cominciare dai gay, all’epoca tra i più colpiti dal virus dell’Hiv. I progressi medici nel campo delle analisi del sangue, che hanno ridotto il periodo della ‘finestra temporale’ e il rischio di contagio, hanno però convinto i ministri di Inghilterra, Scozia e Galles che non è più necessario, aprendo la strada al ‘reintegro’ dei gay tra i donatori.

Resta però un limite che appare ancora discriminatorio: i gay e i bisex possono donare il sangue a patto che non abbiano avuto rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi. Un tempo troppo lungo e una differenza con i donatori eterosessuali che ad oggi non ha più ragione di esistere.

In Italia "non c’è il bando alle donazioni di sangue per i gay, che la Gran Bretagna ha deciso oggi di eliminare – spiega all’Adnkronos Salute Giuliano Grazzini, direttore generale del Centro nazionale sangue -. La nostra normativa è più liberale, ma anche controllata, perché l’esclusione da noi è collegata a comportamenti ad alto rischio e non all’orientamento sessuale". Grazzini ha poi annunciato a breve una riunione al ministero di un tavolo di esperti, proprio per esaminare la questione. Se in Italia non c’è un bando ‘a vita’ per gay e bisessuali, e la legge fin dagli anni ’90 non discrimina i donatori sulla base dell’orientamento sessuale, ma solo dei comportamenti, negli ultimi anni sono sorte alcune polemiche.

"Legate al fatto che alcuni servizi trasfusionali, come il Policlinico di Milano, adottano un comportamento più selettivo: in pratica – ricorda l’esperto – non accettano donazioni da omosessuali perché li considerano a più alto rischio". "Ebbene, proprio in questi giorni terremo un tavolo con la Direzione generale della prevenzione del ministero della Salute, per fare il punto sulle ultime ricerche e sui dati disponibili, e sottoporre poi al ministro tutto il materiale che abbiamo raccolto". In Italia, precisa Grazzini, i nuovi casi di Aids sono più numerosi fra le persone eterosessuali.

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