UK: vive col suo ragazzo ma rischia di essere rimpatriato perché il governo non crede sia davvero gay

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Il muro burocratico che i clandestini omosessuali devono scalare per rivendicare la loro identità e i loro diritti.

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Da ministro degli interni, Theresa May è stata tristemente famosa per la sua politica di deportazione dei clandestini che ha raggiunto punte di barbarie impensabili per uno Stato democratico come il Regno Unito. Ora non stupisce quindi la durezza con cui vengono trattati i clandestini. In particolare quelli che si dichiarano omosessuali devono fornire prove del loro orientamento sessuale. Ed è proprio quello che sta accadendo a Valerie Ediage, che rischia di venir rimpatriato perché non avrebbe fatto abbastanza per dimostrare che è gay.

Valerie, immigrato nel Regno Unito 6 anni fa dal Camerun, sa benissimo che la sua sicurezza è a rischio nel caso venga rimpatriato nel suo paese natale, dove l’omosessualità è punita con pene fino 5 anni di carcere.
Il ministero degli interni garantisce il diritto di asilo solo nel caso di “persecuzioni e trattamenti disumani o degradanti”Mr. Ediage, che è volontario in un gruppo di supporto LGBT a Coventry, racconta alla BBC cosa sia vivere nel terrore nel Camerun: “Vivo da uomo libero a Coventry. Vado nei pub gay o al Pride. Se lo facessi in Cameroon vivrei nella paura della tortura e del carcere”.
Ma la cosa veramente indegna di un paese che si definisce civile è la direttiva del Primo Ministro May che ha costretto Valerie a mostrare ai funzionari del Ministero dell’Interno sue foto intime col ragazzo (anche lui del Camerun) con cui convive, per dimostrare che fa sesso gay. E nonostante tutto questo, ovvero le testimonianze della associazione gay di Coventry, il suo lavoro nell’assistenza alle persone gay, il vivere con un uomo e mostrare le foto mentre fanno sesso, per il Ministro degli interni non esistono prove sufficienti che sia gay, nonostante:  “Il Ministero dice che non ho fornito sufficienti prive, ma io gli ho dato tutto”.
Al momento è in attesa dell’esisto della sua ultima domanda di asilo, e ha anche fornito al governo inglese alcune lettere di alcuni suoi amici gay. Il Ministero non ha voluto commentare il caso, ma insiste nel ribadire che le procedure devono essere rispettate.
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