UN BACIO DA FLOP

I carabinieri aprono un fascicolo per “atti osceni”. Flop del bacio collettivo organizzato dal circolo Mario Mieli: «non potevamo aspettare». Arcigay ribatte: «troppa fretta di marcare il territorio»

I carabinieri hanno formalizzato l’accusa contro Roberto e Michele, la coppia gay fermata la notte fra giovedì e venerdì scorso a Roma per un bacio – dicono i due giovani – «perchè si erano spinti oltre» – dicono le forze dell’ordine -. Adesso gli inquirenti potrebbero convocare Roberto e Michele per ascoltare la loro versione.

«Domani mi incontrerò col mio legale per definire la strategia che adotteremo» ha commentato Roberto quando è venuto a conoscenza della notizia. I due ragazzi sono assititi da Daniele Stoppello l’avvocato messo loro a disposizione da Gay Help Line, la linea telefonica realizzata da Arcigay Roma con il patrocinio e il contributo del Comune e della Provincia di Roma per le denuncie di soprusi a danno di gay e lesbiche. Stoppello, per intenderci, è lo stesso che ha ottenuto il riconoscimento come parte civile del compagno di un gay assassinato da un giovane.

Aurelio Mancuso: il Mieli ha condotto un’operazione tesa ad affermare, come i felini, il dominio del territorioIntanto le associazioni si muovono in difesa dei fermati ma con diverse strategie.

Nella serata di ieri, il Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" ha organizzato una manifestazione davanti al Colosseo, dove una trentina di coppie gay si sono radunate per un bacio collettivo. Troppo poche le persone a sostegno dei ragazzi. Non ha aiutato la giornata di domenica, quando centinaia di gay si muovono fino alla spiaggia libera di Capocotta per tornare in città solo in serata. Non ha aiutato l’orario, troppo scomodo per i tanti che alle 22 sono ancora a casa. Non ha aiutato l’altra manifestazione indetta da Arcigay: un kiss-in di protesta per la serata di giovedì 2 agosto.

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Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, ha espresso il suo totale disappunto per questa divisione definendo l’iniziativa del Mieli come «un’operazione strumentalmente legittima, tesa ad affermare, come i felini, il dominio del territorio».

La divisione tra Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli" e Arcigay è storica; territorialmente coinvolge solo Roma (l’unica città in cui è presente il Mario Mieli è, appunto, la Capitale) e affonda le radici lontano nel tempo.

Ma dopo la ritrovata unità al Pride nazionale di Roma dello scorso 16 giugno era davvero necessaria una manifestazione che tutta la stampa (con tanto di gallerie fotografiche online) non ha tardato a definire un flop?

di Daniele Nardini

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