UN DAVID PER IL PRIDE

Intervista al nuovo artista della scuderia di Caterina Caselli: David Circus in concerto al Gay Pride di Padova, sabato sera. "Il piacere – dice -non ha sesso".

David Circus è il nuovo artista scoperto da Caterina Caselli, che ha fatto uscire sul mercato, con la Sugar, il suo primo singolo "Melody". Così definisce la sua musica la casa discografica: "Un cd che sembra un greatest hits della migliore star mondiale, una bomba di grinta e sensualità alla Iggy Pop, Lou Reed, Lenny Kravitz". Per chi volesse constatare di persona, l’8 giugno al Pride di Padova, David si esibirà in concerto.

"Ho vissuto sei anni a Los Angeles. Anni importantissimi, di grande crescita artistica. Sono andato là, ho formato una band e ho iniziato a suonare per locali. Sono stato al Viper al Wiskey a Go Go, al Roxy. Los Angeles è una città particolare, musicalmente trovi moltissimi, dall’ambiente rock, che è quello che mi interessava, alla disco".

Scusa, perché sei tornato?

"Sono tornato perché mio padre è venuto a mancare. Poi io sono italiano è questa è la mia terra, ma devo ammettere che mi manca l’energia che si respira a Los Angeles e che qui in Italia, purtroppo, manca. Ai giovani italiani piacciono mamma e papà, rimanere in casa fino a trent’anni e magari sballare il sabato sera. Ma considero questo mio ritorno, al di là di tutto, una nuova ulteriore prova, un rimettermi in gioco".

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Hai trovato chiusure, come musicista italiano, nell’ambiente rock americano?

"Assolutamente no. Un musicista italiano è molto apprezzato anche musicalmente, i losangelini sono molto aperti. Anche perché la popolazione è mista, vengono da tutto il mondo. Ti trovi in mezzo a un miscuglio di razze e di culture.

Sei nella scuderia Sugar di Caterina Caselli, una casa discografica che ha artisti, come Bocelli, forti anche sul mercato americano, conti di uscire anche in Usa?

"Adesso conto di stare calmo e di restare in Italia. Tant’è che canto anche in italiano. Ho sposato una casa discografica assolutamente vincente. Quindi non pretendo nulla, quello che mi propongono lo accetto con entusiasmo".

Parliamo un po’ delle tue amicizie pericolose, com’è Ozzy Osbourne?

"Innanzitutto è una vecchia rockstar, quindi non è proprio "regolare". E’ però una persona buona. L’ho conosciuto giocando a calcio. Andavamo in un campetto a Beverly Hills per smaltire i postumi delle notti brave e così ho conosciuto anche altri "rockettari" come Steve Jones dei Sex Pistols":

Sei gay?

"No".

Perché ti esibisci al Pride?

"Vengo a suonare e a comunicare. Il piacere non ha sesso e credo che, quindi, ognuno possa fare ciò che vuole".

Sei preparato a possibili avances?

"Ma io sto bene come sto! Che ti devo dire, che voglio provare emozioni travolgenti e diverse? Non è vero".

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Il Pride è una bella festa o anche un’occasione politica?

"E’ innanzitutto una bella festa pulita. Chi vuol festeggiare lo fa e chi vuol rivendicare diritti rivendica. Io non sono un politico, anzi credo che le strumentalizzazioni politiche rovinino tutto".

di Paola Faggioli