Un fiore per non dimenticare Alfredo Ormando

Il 13 gennaio 1998 un uomo si bruciò vivo in Piazza San Pietro, in segno di protesta contro l’omofobia vaticana. Morì pochi giorni dopo. Quell’uomo era Alfredo Ormando, da ricordare oggi con una rosa

Roma – Il 13 gennaio del 1998 l’Italia intera venne scossa da un’azione tanto inattesa quanto drammatica. Un uomo si era bruciato vivo in Piazza San Pietro, in segno di protesta contro l’omofobia vaticana. Mori dopo dieci giorni di agonìa all’ospedale Sant’Eugenio, dov’era stato trasportato dalle forze dell’ordine che l’avevano soccorso. Aveva ustioni sul 90 percento del corpo. Quell’uomo si chiamava Aldredo Ormando.

39enne, scrittore e poeta siciliano, Alfredo quel giorno portava con sè delle lettere, che la Santa Sede precluse dalla diffusione, facendo al tempo stesso sapere alla stampa che quel gesto drammatico non andava letto come un attacco al Vaticano, nè come legato alla sua omosessualità, bensì a presunti problemi familiari. 

Peccato che quelle stesse lettere Alfredo le avesse spedite alla sede dell’Ansa, prima di darsi fuoco in Piazza San Pietro, che ovviamente le rese pubbliche nei giorni successivi: "spero che capiranno il messaggio che voglio dare – scriveva Alfredo – è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia".

Da allora Alfredo Ormando è diventato una sorta di martire della comunità glbtiq italiana, da ricordare ogni anno, ogni 13 gennaio, proprio in Piazza San Pietro, all’ombra del cupolone, portando con sè una rosa, da lasciare in terrà dove bruciò il suo corpo.

Ti suggeriamo anche  Famiglie arcobaleno escluse dalla Conferenza Nazionale della Famiglia in programma a Roma

Un evento che si ripeterà anche questa sera, mercoledì 13 gennaio, alle ore 18:30, in Piazza Pio XII, per commemorarlo, riflettere e non dimenticalo, mai.

di Federico Boni