UN PACS PER SAN VALENTINO

Il 14 febbario Arcigay lancia in tutta Italia la campagna a sostegno del progetto di legge sulle unioni civili. A quale scopo e con quali mezzi? Ce lo spiega il coordinatore nazionale Alessandro Zan.

BOLOGNA – Il 14 Febbraio, giorno di San Valentino, festa degli innamorati parte “Un PaCS Avanti“, la campagna nazionale di mobilitazione promossa da Arcigay. Di cosa si tratta? Semplice. E’ una raccolta di firme a sostegno della legge sul Patto Civile di Solidarietà che consente alle coppie non sposate che lo desiderino (siano esse formate da persone dello stesso sesso o di sesso diverso) di darsi delle regole e godere di alcune tutele giuridiche.

In Italia non mancano le proposte di legge che giacciono in Parlamento, tese a regolamentare le unioni non benedette dal vincolo del matrimonio, prime fra tutte quelle omosessuali. Ma la burocrazia e la inerzia non innocente dell’attuale maggioranza, fanno sì che esse si impolverino in attesa della discussione in aula necessaria alla loro approvazione. Facciamo riferimento innanzitutto alla proposta di legge redatta sul modello del PaCS francese che ha come primo firmatario il deputato DS e presidente onorario Arcigay Franco Grillini, intorno alla quale si sono focalizzati gli sforzi del movimento gay. E che questa campagna intende sostenere. Come? Ce lo spiega il coordinatore nazionale della campagna, Alessandro Zan.

«Arcigay ha promosso la campagna per portare l’attenzione pubblica su un istituto giuridico diverso dal matrimonio quale è il PaCS. Il primo risultato importante è che attorno a questo obiettivo, siamo riusciti a unire quasi tutto il movimento gay. Le sollecitazioni del Parlamento Europeo, anche le più recenti come quella avuta in occasione dell’approvazione del rapporto sui diritti umani nell’Unione, hanno messo in evidenza come l’Italia sia il più grande paese europeo che non abbia ancora legiferato sulle convivenze. Sappiamo che la legge di Franco Grillini, che è già in Parlamento, con l’assetto parlamentare attuale non passerebbe, mancando una maggioranza laica come quella che creò intorno alla legge sul divorzio un consenso ampio e trasversale. Raccogliere molte firme, da consegnare poi ai presidenti di Camera e Senato, sarà un modo per portare l’attenzione pubblica su quelle coppie, etero e soprattutto omosessuali, che quotidianamente scontano il disagio di non godere di alcuna tutela giuridica».

Come sarà articolata la campagna?

Partiremo venerdì prossimo con una serie di iniziative in tutta Italia (la lista completa è pubblicata sul sito della campagna www.unpacsavanti.it): si terranno banchetti per la raccolta di firme, incontri e dibattiti, presentazioni di testimonianze di coppie conviventi che portino all’attenzione della società la loro situazione, e anche iniziative più spettacolari come il lancio di palloncini arcobaleno previsto a Padova e Verona. Stiamo pensando di concludere la campagna, che durerà circa un anno o un anno e mezzo, con una grande manifestazione nazionale dedicata esclusivamente al tema del PaCS, quindi da non sovrapporre al Pride. Una manifestazione simile si svolse anche in Francia, dove raccolse oltre un milione di persone. Nonostante in questo periodo ci siano tanti temi scottanti, come la guerra e il terrorismo internazionale, cercheremo di portare all’attenzione pubblica la questione delle convivenze in ogni occasione.

Al momento ci sono molti circoli Arcigay che hanno annunciato iniziative di sostegno alla campagna. Ma anche altre associazioni o gruppi di persone possono aderire?

Noi siamo partiti rivolgendoci al movimento omosessuale, che ha aderito in maniera pressoché compatta. Abbiamo avuto l’adesione di Arcilesbica, del circolo Mario Mieli, del Coordinamento Omosessuali Credenti, del Gruppo di Liberazione Omosessuale, di Gayroma e tante altre associazioni gay o lesbiche (per la lista completa, www.unpacsavanti.it). Ma ci sarà presto l’adesione di altre associazioni laiche e, speriamo, cattoliche: l’Arci nazionale ha già dato la sua e presto dovremmo avere anche quella della CGIL; hanno aderito anche alcuni partiti, come i Verdi e i Comunisti Italiani, mentre i DS dovrebbero farlo presto. Contiamo di avere sempre più adesioni, in maniera che tutte queste associazioni si mobilitino poi in maniera autonoma per raccogliere le firme. Quello che conta è l’aspetto locale. Noi abbiamo provveduto a lanciare la campagna su scala nazionale, con una conferenza stampa, ma è importante che ogni realtà si organizzi localmente in maniera da assicurare una corretta informazione. Uno degli scopi principali è che la gente si informata sui contenuti della legge. Per questo, abbiamo realizzato lo scorso sabato 8 febbraio un seminario, aperto a tutti i circoli gay e lesbici, in cui abbiamo spiegato in che modo questo progetto di legge tutela le coppie conviventi; così, i volontari che andranno a spiegarlo, sappranno esattamente cosa si vuole ottenere con questa legge.

Per informazioni, visitate il sito www.unpacsavanti.it