Un San Valentino per avere pari diritti

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Nella giornata degli innamorati in varie città, tra cui Bologna e Brescia, iniziative per chiedere allo Stato una maggiore uguaglianza nei diritti per le coppie gay e lesbiche.

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BOLOGNA – Arcigay ‘Il Cassero’ e ArciLesbica Bologna promuovono per la giornata del 14 febbraio (San Valentino) una manifestazione cittadina per denunciare l’insufficienza del riconoscimento dei diritti del Ddl Bindi-Pollastrini. Questo San Valentino sarà festeggiato dalle coppie lesbiche, gay, trans ed eterosessuali, con una manifestazione a Bologna. I rappresentanti delle due associazioni si spendono sulle motivazioni della manifestazione. Per Arcilesbica Bologna la Presidente Paola Brandolini: “Dopo vent’anni di lotte non ci è permesso accontentarci; è essenziale denunciare alla società civile tutta l’ingiustizia di questo ddl presentato come una buona riforma. Riteniamo questo provvedimento inaccettabile, discriminatorio, soprattutto nei confronti delle persone omosessuali, frutto del pensiero perbenista e conservatore del Vaticano e dei suoi rappresentanti parlamentari. Un testo che non dà risposte serie ai reali bisogni delle coppie, che non crea un istituto giuridico chiaro, che le mantiene in uno stato di precarietà sociale quotidiana”. Per Arcigay ‘Il Cassero’ la Presidente Marica Florio: “L’attuale proposta ci offende perché pretende di azzittire una volta per tutte la legittima richiesta di pari dignità sociale e di pari diritti di tante coppie gay e lesbiche, attraverso un ddl in larga parte inutilizzabile. Chiediamo alla politica il coraggio di legiferare in maniera chiara, giusta ed equa. Per il riconoscimento giuridico delle coppie lesbiche e gay.”
Mercoledì 14 Febbraio, fino al tramonto, banchetti informativi saranno presenti in Piazza del Nettuno, a partire dalle ore 11.00. Alle ore 18.00 concentramento in Piazza del Nettuno; tante coppie testimonieranno la loro “unione di fatto” suggellandola con un bacio. Aderiscono alla manifestazione: Agedo Bologna, Collettivo Femminista Universitario, Democratici di Sinistra di Bologna, Federazione dei Verdi di Bologna, Gruppo Pesce Bologna, I.D.A., Italia dei Valori, LILA Bologna, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista di Bologna, Rete delle Donne di Bologna, Rosa nel Pugno, UAAR Bologna, Ufficio Nuovi Diritti – CGIL Emilia-Romagna.
In seconda pagina Brescia
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BRESCIA – Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, tanti innamorati festeggeranno insieme la giornata che celebra il loro amore. Ci saranno alcuni che non potranno farlo, perché non considerati “ufficialmente” coppia. Nel nostro paese infatti si continua a ritenere l’amore omosessuale “debole”, “deviato” o “inferiore”. Per combattere questo ingiusto pregiudizio, veicolato colpevolmente dalle gerarchie vaticane, per ottenere il diritto ad amare senza essere discriminati, per chiedere una legge che riconosca le coppie omosessuali e tuteli realmente le unioni civili, Orlando, Comitato provinciale Arcigay di Brescia, in contemporanea con i Comitati provinciali Arcigay di molte altre città italiane (Napoli, Roma, Perugia, Firenze, Torino, Verbania, Genova, Milano, Cremona, Mantova, Padova, Ferrara, Catania, Verona, Udine) organizza un banchetto che si terrà mercoledì 14 Febbraio in Piazzetta Vescovado dalle 14.30 alle 19.30. Nel manifesto politico che viene distribuito si ricorda che “la nostra Costituzione repubblicana afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (art. 3). I cittadini e le cittadine Gay e Lesbiche in Italia non possono godere di alcuna tutela giuridica che li garantisca né accedere al matrimonio. Il dibattito politico sulle unioni civili ci offre il triste panorama di una politica sempre più arretrata, che ha perso il riferimento alla realtà sociale che dovrebbe rappresentare, troppo preoccupata di difendere le proprie posizioni di potere con una sterile ideologia. Il vaticano ingerisce quotidianamente nelle nostre vite condizionando una politica troppo ossequiosa alle sue richieste. Le coppie omosessuali sono già una realtà affermata nella società civile italiana Anche gay e lesbiche contribuiscono al bene della società pagando come tutti le tasse. Ad uguali doveri dovrebbero corrispondere uguali diritti. Rivendichiamo con forza la dignità dei nostri rapporti di coppia e il valore sociale delle nostre famiglie. Ritenendo che i Di.Co. proposti dall’attuale Governo siano poca cosa rispetto ad una piena garanzia del rispetto dei diritti che giuridicamente ed umanamente ci spettano, chiediamo una legge capace di garantire un riconoscimento giuridico pubblico alle nostre unioni, che ci dia finalmente quella dignità sociale capace di abbattere ogni disparità e discriminazione. Vogliamo laicità, democrazia e uguaglianza!” L’occasione servirà anche per pubblicizzare la manifestazione nazionale per le Unioni civili di sabato 10 Marzo a Roma, in Piazza Farnese.

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