Un TAG contro l’omofobia: a Ferrara il festival per dire no all’odio

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Al Palazzo della Racchetta una tre giorni di dibattiti, spettacoli e cene-show. “Non un festival autoreferenziale, l’obiettivo è raccontarci agli altri” ci spiega l’organizzatore De Giovanni.

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Dibattiti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, performance, mostre di pittura, proiezioni cinematografiche, aperitivi musicali, cene-show: tutto questo è TAG, Festival di cultura lgbt che ha preso il via oggi e andrà avanti fino a domenica 6 ottobre presso il Palazzo della Racchetta di Ferrara in via Vaspergolo 6/a, luogo d’arte e di cultura situato nel centro storico della città.
“L’abbiamo chiamato così perché ‘taggare’ nei social network significa mettere il nome e la faccia – ci spiega l’organizzatore Massimiliano De Giovanni, presidente di Arcigay Ferrara – ed è quello che volevamo fare con gli spettatori, a prescindere dal loro orientamento sessuale e all’insegna dei diritti civili. Non è un festival autoreferenziale, l’obiettivo è raccontarci agli altri, a chi non è omosessuale o trans. I nostri incontri hanno tutti una parola chiave, come ‘famiglia’, ‘adolescenza’ o ‘genere’”.
“Crediamo che l’omofobia si combatta con l’educazione e la condivisione – continua De Giovanni – poiché abbiamo bisogno che la gente sappia realmente come siamo e cosa facciamo. Ferrara è una città molto accogliente e le istituzioni sono al nostro fianco. Due anni fa è stato firmato dal Comune, dalla Provincia e dall’Università un protocollo d’intesa contro l’omofobia che consente alle quattro associazioni lgbt, ossia Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno, di portare avanti progetti e organizzare dibattiti nelle scuole. Oggi alla presentazione di TAG erano presenti molte istituzioni quali il vicesindaco Marcella Zappaterra e persino il sindaco Tagliani che non ci aspettavamo”.

“Il festival ha il patrocinio del Comune e ci aiuta un soggetto privato, il Palazzo della Racchetta – spiega il presidente di Arcigay Ferrara -, un monumento storico del ‘400, che ci ha permesso di organizzare l’evento nel centro della città. Durante TAG presenteremo il nuovo magazine digitale BATÙ che sarà scaricabile gratuitamente. Prende il nome dal ripieno dei tortelli ferraresi e vuole raccontare la quotidianità delle persone lgbt anche all’estero e ricostruire la nostra storia, visto che a causa della perdita di memoria storica non si sa più che cosa succedeva ai gay trent’anni fa. In ogni numero ci sarà un invito a cena di una coppia che chiacchiera a tavola. Non sarà tanto un magazine di informazione quanto di approfondimento in cui si parlerà anche di psicologia”.
“TAG è un’occasione per educare alla diversità raccontando la quotidianità – ha ribadito De Giovanni stamattina in conferenza stampa – offrendo al pubblico l’opportunità di affrontare temi quali la famiglia e l’adolescenza, incontrando anche personaggi noti come Vladimir Luxuria, Pino Strabioli e Lorenzo Cutuli”.
Il festival ha preso il via alle 11 con l’incontro ‘Le nuove famiglie italiane’ a cui sono intervenute Camilla Seibezzi, consigliera comunale e neodelegata del Comune di Venezia ai Diritti civili e contro le discriminazioni, e Francesca Vecchioni, figlia del celebre cantante, mamma di due gemelle con la campagna Alessandra grazie alla fecondazione eterologa.

Entrambe hanno voluto portare la loro esperienza per sottolineare come la capacità genitoriale prescinda dal sesso. “Sono partita da un piccolo provvedimento – ha spiegato la Seibezzi, autrice della proposta di sostituire il termine ‘madre’ e ‘padre’ nella modulistica comunale di Venezia per gli asili con ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’– per far capire che si deve partire da qui per poi arrivare ad una trasformazione più grande. La famiglia deve essere descritta per quello che è e non per quello che manca. Un figlio può essere concepito anche da un single e non solo da una coppia omosessuale, facendo così venir meno tutte quelle discriminazioni che si estendono indistintamente all’intera società italiana e non solo agli omosessuali”.
“Una discriminazione – ha continuato Francesca Vecchioni – in cui cadiamo anche noi lesbiche o omosessuali, perché ci poniamo gli stessi pregiudizi sociali di chi ci accusa. Dobbiamo dimenticarci di questi pregiudizi. I moduli servono anche a questo: a far partorire in noi l’esistenza di questo preconcetto. L’inseminazione e la fecondazione medicalmente assistita sono temi che coinvolgono tutti, senza distinzioni sessuali”.
Tra gli altri eventi in programma, stasera alle 20.30, una cena-show su prenotazione col comico Alessandro Fullin, autore del ricettario ultragaio ‘Pomodori sull’orlo di una crisi di nervi’, e i piatti di Massimiliano De Giovanni; la presentazione, sabato alle 17.30, del nuovo romanzo di Vladimir Luxuria ‘L’Italia migliore’ (Bompiani); sempre sabato ma alle 22 lo spettacolo teatrale ‘Metafisica dell’amore’ con Le Brugole, ossia Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro, l’irriverente duo lesbico di Zelig, ‘sostenute’ dalle autrici Giovanna Donini e Francesca Tacca.

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