Un treno a Piacenza e un bus a Taranto: omofobia da nord a sud

Due episodi di violenza contro uno studente e il presidente di Arcigay Taranto. Le storie

Un treno, quello per Piacenza, e un autobus, quello che da San Vito porta a Taranto, si sono trasformati in questi giorni in teatri di episodi di omofobia ai danni di due omosessuali.

Il primo caso ha coinvolto uno studente di Economia che si trovava sul treno che lo avrebbe portato a Piacenza. La sua colpa, per modo di dire, è stata chiedere ad una signora che era sul treno di spostare il passeggino del suo bambino che impediva l’accesso all’unico posto rimasto libero. La richiesta non è piaciuta ad un gruppo di passeggeri del treno che, secondo la denuncia del ragazzo, hanno iniziato ad insultarlo apostrofandolo con epiteti come “checca isterica”. Ma la cosa non finisce qui. Il gruppetto pretende che il giovane chieda scusa per la sua richiesta e per la presunta mancanza di rispetto nei confronti della donna dovuta, secondo loro, al fatto che lui non avrebbe mai potuto avere dei figli.

Dalle parole i passeggeri sono passati ai fatti dando uno schiaffo in pieno viso al ragazzo che aveva chiaramente detto “meglio froci che omofobi come voi”.

Durante tutta la vicenda, però, non solo i ragazzi hanno continuato ad insultare lo studente, ma gli altri passeggeri non hanno fatto nulla per difenderlo e, stando a quanto lui stesso ha riferito, anche la madre con il passeggino li avrebbe spalleggiati. Il caso è stato denunciato ai carabinieri, che stanno indagando. “Nel male, in questo caso, c’è di buono che è la prima volta che in città un ragazzo sceglie di denunciare – ha commentato Valerio Scassa, presidente del circolo Arcigay di Piacenza al sito Piacenza24 -. Arrivano un gran quantità di segnalazioni di casi anche più gravi che però non vengono denunciati. E’ capitato persino di accompagnare persone al pronto soccorso e anche se i sanitari li avevano esortati a denunciare loro si erano rifiutati”.

Il secondo caso si è verificato a Taranto, sull’autobus che percorre la strada che congiunge San Vito al capoluogo. La vittima, questa volta, è Luigi Pignatelli, presidente del circolo Arcigay tarantino, che ha denunciato l’accaduto alla stampa locale.

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Pignatelli si trovava sull’affollatissimo autobus lo scorso mercoledì. La gran quantità di passeggeri costringeva quelli rimasti in piedi a scendere ad ogni fermata per permettere a chi fosse arrivato a destinazione di lasciare l’autobus. Giunti alla seconda fermata di Viale Magna Grecia, ha raccontato Pignatelli, una coppia con una bambina in braccio ha iniziato ad urlare in modo sgarbato per dire che sarebbe dovuta scendere proprio lì. “Ho capito” ha risposto Pignatelli mentre i coniugi continuavano ad urlare. Ed è stato a quel punto che il marito gli ha risposto: “Zitto gay”. Ma non si sarebbe limitato a questo, sferrandogli anche un pugno allo stomaco prima di scendere. La moglie, intanto, avrebbe commentato la cosa con una risata preoccupandosi che la figlia (di circa un anno) vedesse bene tuta la scena. Anche in questo caso, purtroppo, nessuno degli altri passeggeri del pullman è intervenuto in difesa di Pignatelli che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Auguro alla bambina di diventare una grande viaggiatrice, fotoamatrice e scrittrice. Attraverso i suoi occhi, quell’uomo e quella donna impareranno cosa significa amare”.