Un veto sui matrimoni gay come omaggio a Ratzinger

La legge portoghese sulle nozze gay è alla firma del presidente della Repubblica. Ma gira voce che Cavaco Silva voglia apporre il veto a ridosso della visita del Papa. Ma la maggioranza incalza.

La legge sui matrimoni gay in Portogallo è pronta per essere mandata alla firma del presidente. Il percorso, però, potrebbe subire degli stop. Circola, infatti, voce che il presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva voglia mettere il proprio veto alla norma proprio a ridosso della visita del Papa in Portogallo prevista per l’11 maggio prossimo.

In realtà, la maggioranza di centrosinistra del parlamento ha tutti i numeri per rimandare la legge alla firma del Capo dello Stato anche dopo un potenziale veto, cosa che ha già annunciato che farà e che significherebbe l’inevitabile entrata in vigore del provvedimento.

Tuttavia, sia il presidente che il parlamento hanno smentito che ci siano decisioni già prese inmerito alla firma del testo che legalizza le nozze gay in Portogallo. In più, dopo il parere positivo della Corte Costituzionale che non ha riscontrato alcun elemento di incostituzionalità nella norma proposta, sarebbe difficile per Cavaco Silva trovare una motivazione al veto che apparirebbe come un mero "omaggio" a Sua Santità.

Secondo la legge portoghese, il presidente ha 20 giorni di tempo per pronunciarsi dopo la publbicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale e ad oggi Cavaco Silva non si è ancora espresso in merito.

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