Una coppia gay a Chiamparino: “Sia testimone di un’adozione”

Due uomini hanno inviato una lettera aperta al sindaco di Torino perché partecipi alla cerimonia simbolica nella quale uno dei due adotterà il figlio dell’altro. E Chiamparino risponde alla Curia.

«Vorrei sposare Giacomo – dice l’uomo – possiamo definirci una coppia arcobaleno e crediamo che mio figlio abbia diritto ad avere due papà». E’ questo il senso di una lettera inviata al sindaco Sergio Chiamparino che pochi giorni dopo il matrimonio simbolico di Antonella e Debora è diventato una nuova icona dei diritti delle persone lgbt, quanto meno nella sua città. «Lo Stato non ci riconosce la potestà genitoriale come coppia dal momento che io sono l’unico ad avere l’affidamento – spiega l’autore della lettera -. Noi crediamo che (il bambino, ndr) abbia diritto ad avere due papà e, per questo, anche noi intendiamo fare un momento pubblico per ufficializzare simbolicamente l’adozione da parte mia e di Giacomo come coppia. Infatti, la presenza sua come Sindaco e di quanti più esponenti delle Istituzioni possibile darebbe un sostegno alla battaglia per l’adozione da parte di coppie omosessuali». «Ci auguriamo – conlcude – che voglia presenziare anche a questo momento. Saremo orgogliosi di averla come nostro ospite».

Intanto, il primo cittadino del capoluogo piemontese risponde alle critiche rivoltegli dall’Ufficio Pastorale per la Famiglia. «Non mi stupisce la posizione dell’Ufficio pastorale per la famiglia che, con toni pacati e riflessivi, mette in evidenza che le differenti posizioni non sono inconciliabili. Io stesso non ho mai pensato ad un cambiamento dell’attuale istituto del matrimonio, quanto piuttosto alla creazione di un nuovo istituto giuridico – lo chiamerei "unione civile" – che consenta anche a persone dello stesso sesso di assumere reciprocamente obbligazioni per la vita e per il "fine vita". Fermo restando – conclude – che la natura e la tipologia di tali diritti dovranno ovviamente essere definiti dal Parlamento».

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