UNA DISCRIMINAZIONE DA DENUNCIARE

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Ancora soprusi contro lavoratori gay. Un poliziotto romano è stato licenziato dopo essere stato aggredito da due uomini. Gay.it apre un forum per raccogliere le denunce. "Ora basta!"

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ROMA – Viene aggredito da due uomini che ospita in casa sua, ma da vittima diventa accusato. E’ capitato a un poliziotto omosessuale romano, E.D., che si è rivolto al Circolo Mario Mieli di Roma per denunciare il proprio licenziamento seguito alla brutale aggressione. E’ questo il secondo episodio in pochi giorni che porta all’attenzione della stampa le discriminazioni che spesso i gay sono costretti a subire soprattutto in determinati posti di lavoro. E’ una situazione dilagante che colpisce poliziotti, militari, politici, collaboratori di politici, sacerdoti, e molte altre categorie. Una situazione che deve essere denunciata.
Denunciamo la discriminazionePer questo Gay.it lancia un appello ai propri lettori: nel forum appositamente creato, è possibile denunciare i casi di discriminazione di cui si è vittime o di cui si è a consocenza. E’ un gesto importante, necessario affinché chi continua a sostenere che basta comportarsi in maniera “sobria” per evitare guai, comprenda la gravità della propria posizione. Non è vero, purtroppo, che “sotto le lenzuola ognuno ci porta chi vuole”; gli omosessuali sono troppo spesso costretti a rinunciare a incarichi professionali per i quali impiegano tute le loro capacità, solo a causa del proprio orientamento sessuale.
Da vittima ad accusatoEcco i fatti accaduti al poliziotto romano, secondo la ricostruzione che ne fa il Mario Mieli (clicca qui per l’intervista al poliziotto aggredito): alcuni mesi fa, E.D., 33 anni, è stato aggredito, malmenato e derubato da due individui. I vicini allarmati hanno chiamato le forze dell’ordine che lo hanno rinvenuto in un lago di sangue. I colleghi hanno dato luogo alle indagini del caso asportando anche il computer della vittima. Esaminando i dati in esso contenuto sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Da qui la vicenda ha subito una svolta a dir poco sconcertante.
Licenziato perché gayE.D. è stato licenziato. Da vittima è stato ritenuto complice e accusato di simulazione di reato perché invece di aggressione l’episodio è stato qualificato come gioco erotico pericoloso finito tragicamente e da lui stesso consapevolmente organizzato. Le accuse sono di favoreggiamento, poiché a detta dei colleghi la vittima sarebbe restia a rivelare l’identità degli individui che lui continua a dichiarare ignoti.
Una discriminazione “di Stato”?”E’ una vicenda infame e di una gravità superiore e sconcertante rispetto a quella del collaboratore del vicepresidente del Senato Domenico Fisichellla – così la presidente del Circolo di cultura Mario Mieli, Rossana Praitano, ha definito la storia dell’agente di polizia licenziato – Episodi come questo sono da imputare anche alle ‘facilitazioni legali’ concesse dall’attuale governo, che con l’applicazione strumentale della direttiva europea in tema di discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere anche sul posto di lavoro ha reso possibile che in categorie professionali come quella del nostro caso, licenziamenti per orientamento sessuale siano facilitati e mascherati impropriamente e illegittimamente”.
Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ha annunciato che seguirà E.D. attraverso il proprio servizio legale. Inoltre chiederà alle forze di polizia, che in passato si sono spesso dimostrate sensibili a tutelare la popolazione glbt, un incontro per chiedere chiarimenti sulla vicenda affinché venga fatta luce e giustizia su comportamenti e azioni discriminatorie e diffamanti; tali azioni infine consentirebbero a quei criminali di restare impuniti e liberi di commettere reati simili.
Clicca qui per il forum “Basta discriminazione”

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