UNA PROMESSA NON MANTENUTA

Roma, la difficile questione delle Unioni Civili affrontata dai Radicali di Sinistra. Tra inadempienze veltroniane e petizioni in corso, continua la lotta per il registro.

ROMA – Quando Veltroni nel suo programma elettorale sottolineava l’art. 3 della Costituzione italiana, il riferimento anche alla comunità gay sembrava evidente. Affermando che il Comune deve farsi carico di una concreta cultura delle differenze e del rispetto reciproco, in cui nessuno sia costretto a sentirsi minoranza a causa della sua fede religiosa, del suo orientamento sessuale, della sua lingua o appartenenza culturale, il riferimento alla comunità gay era evidente.

"Questo è un impegno che dovrà tradursi in fatti concreti" affermava l’attuale sindaco e la comunità gay si era stretta intorno a Walter Veltroni, che pure di cose buone ne ha fatte molte.

A fasi alterne, diversi esponenti dell’Ulivo, si erano riconosciuti a favore del riconoscimento delle Unioni Civili e, oltre alla Melandri, certo Veltroni era tra i più convinti della bontà del Registro e aveva promesso fatti concreti nel giro di un anno.

Certo colpevolizzare il singolo per un ritardo temporale che deriva anche da fattori di diversa natura e area politica non è forse corretto, ma di fatto un grande ritardo c’è rispetto a tante promesse fatte. E amarezza e perplessità nascevano quando al passato gay pride Veltroni non partecipò affatto, mandando al suo posto a fare gli onori di casa la responsabile per le "minoranze".

I Radicali di sinistra oggi si fanno portavoce del malcontento per il lassismo della maggioranza capitolina, per l’assenza di consiglieri comunali e municipali che pure hanno contribuito a far eleggere.

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Per questo è partita la petizione popolare per la raccolta di firme atta ad istituire presso il Comune di Roma un Ufficio dei Diritti Civili contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale.

Se i politici fanno orecchie da mercante i cittadini rispondono numerosi. "In soli dieci giorni" ci dice Fabrizio Cianci del coordinamento romano dei Radicali di Sinistra "sono state raccolte un migliaio di firme. Ci sentiamo particolarmente orgogliosi di aver ottenuto la firma di due figure di primissimo piano per i Movimento dei Diritti civili. Prima di tutto quella di Massimo Consoli, pioniere del Movimento Gay italiano e figura di spicco della Comunità Gay di Roma, poi quella della leader romana del Movimento Gay, Imma Battaglia."

La campagna dei Radicali di Sinistra per la raccolta delle firme continuerà fino al 2002 con l’obiettivo di vedere una città laica e plurale. Insomma i Radicali di sinistra sono scesi di nuovo in campo per giocare questa ennesima grande partita per uno stato laico, con riforme immediate per il concreto raggiungimento di una società plurale nei valori e nelle appartenenze ma unita e solidale nelle libertà e nelle pari dignità da riconoscere ad ogni singolo individuo.

Le singole battaglie dei Radicali di Sinistra si costruiscono intorno al riconoscimento delle coppie e delle famiglie di fatto, all’estensione alle coppie omosessuali e ai singles di adottare minori, all’accesso alla fecondazione assistita anche per le donne singles e omosessuali, alla riforma della L 164 del 14 Aprile 1982 , consentendo alle persone transessuali in attesa dell’intervento per il cambiamento di sesso, di poter modificare i propri dati anagrafici.

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Per informazioni e altro, chiunque può contattare la sede dei Radicali di sinistra (www.radicalidisinistra.it).

di Monica Giovannoni