Unioni Civili: Alfano alza la posta, Renzi valuta la fiducia

Secondo La Stampa Alfano non vorrebbe cognome unico e reversibilità. Tre scenari.

Dopo il probabile accantonamento della Stepchild e scelta la via di un accordo interno alla maggioranza sulle Unioni Civili, secondo La Stampa in queste ore Alfano sta provando ad ottenere ulteriori modifiche, tese a mettere in discussione in particolare la questione del cognome unico e la pensione di reversibilità.

Aldilà del merito delle modifiche è evidente che Alfano, forte della golden share sulla legge regalatagli di fatto dal mancato voto del canguro da parte dei 5 stelle, punta a far approvare una legge svuotata, sgradita agli stessi fautori del “meglio un uovo oggi che una gallina domani”, accreditandosi come campione dei cattointegralisti, di fatto capitalizzando oltre modo lo “zerovirgola” con cui condiziona l’azione del governo, e gettando ancora benzina sul fuoco nel mondo LGBT, dilaniato in queste ore dal dibattito sulla (ormai ex) Cirinnà.

Secondo la Stampa Renzi ha respinto al mittente la rivendicazione: la parte relative alle UInioni Civili sarà rimaneggiata eliminando alcuni rimandi al matrimonio ma il premier pare pronto, e questo è il primo scenario, a confermare la fiducia sul Maxiemendamento con cognomi e reversibilità, anche se restano in piedi anche altre strade, per ora solo ipotetiche.

Il secondo scenario è quello in cui Renzi mira a ottenere voti dalle opposizioni senza porre la fiducia, soluzione sicuramente più gradita a pezzi di Forza Italia nonchè a parti del Movimento 5 Stelle (che ovviamente non potrebbero mai votare la fiducia), nonchè a Sel. Il pericolo di questa scelta però è un nuovo vietnam parlamentare, e la possibilità di allungare i tempi, cosa che il governo vuole assolutamente scongiurare.

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Il terzo scenario è quello più irrealistico, purtroppo, ma più suggestivo. Un colpo di scena per cui una volta votato il maxiemendamento con o senza fiducia, si votasse (magari a scrutinio segreto) anche il dispositivo della Stepchild adoption, che quindi avrebbe qualche possibilità, una volta incassato il sì alle Unioni Civili, di passare: una vittoria insperabile fino a poche ore prima.

Peccato che questo miraggio porti in dote un frutto avvelenato: qualora la Stepchild venisse esplicitamente bocciata in un percorso di questo tipo si creerebbe un cortocircuito giuridico per cui i Tribunali che stanno applicando il dispositivo “de factu” verrebbero sconfessati esplicitamente dal parlamento, vanificando anche i risultati conseguiti per via legale.

Uno scenario valutato troppo pericoloso in vista della riformulazione del testo sulle adozioni in generale , da affrontare separatamente rispetto alla legge sulle Unioni Civili, ma con cui si spera di recuperare l’istituto della Stepchild anche per le coppie omosessuali.