Unioni civili, appello di Monica Cirinnà: “Fatevi sentire!”

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Prima la Rai e la Pubblica Amministrazione, si dice. Ma la senatrice parla di 8 agosto.

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Lancia un appello all’opinione pubblica, dal suo sito, Monica Cirinnà, relatrice del DDL sulle unioni civili.

“Fate sentire a tutti la vostra voce, la vostra richiesta di diritti, di libertà, di dignità”, scrive la senatrice che riferendosi alla commissione Giustizia, dove la legge è ancora ferma, parla di “pantano”. E lancia un’altra data: l’8 agosto.

“Se davvero vogliamo uscire dal pantano della commissione giustizia e dimostrare che il parlamento e la politica sana sono in grado di liberare l’Italia dalle ragnatele del passato – scrive la senatrice del Pd – dobbiamo approvare al più presto il testo sulle Unioni civili. So bene che per molti non è sufficiente, ma ora basta tentennamenti, Renzi, senza il quale non saremmo ad un punto così avanzato, vuole chiudere entro l’8 di agosto! Molto bene possiamo farcela! Sapete quanto mi sto spendendo, e vi dico sempre che la forza la prendo da voi, dai vostri amori, dalle vostre famiglie meravigliose dai vostri bambini amatissimi”.

Un appello a fare pressione sul parlamento, sulla politica chiamata a fare questo passo verso i diritti, sebbene insufficiente e ritardatario, ma anche un appello che si scontra con le tante, tantissime indiscrezioni di palazzo e retroscena che lasciano intuire che, ancora una volta, ci sarà un rinvio.

Prima delle unioni civili, infatti, pare che il Governo voglia chiudere la partita delle riforme della Pubblica Amministrazione e della Rai. E siamo a metà luglio.

I MAL DI PANCIA DELLA SINISTRA DEL PD

“Ma come, sono mesi che sentiamo Renzi annunciare le unioni civili – commenta Roberto Speranza oggi su La Stampa -, sembra che dobbiamo votarle da un giorno all’altro, e ora il problema è che viene prima la Rai“. “Votiamole subito pure con una maggioranza diversa”, incalza Cuperlo a testimonianza del fatto che la sinistra Pd non gradisce l’ostruzionismo degli alfaniani, sebbene (dicono) nessuno nel partito di Renzi sarebbe davvero disposto a scommettere che davvero il DDL arriverà in aula prima della pausa agostana.

Altre riforme a parte, la questione vera è la posizione intransigente di Ncd con cui il Pd vorrebbe raggiungere un accordo. Sempre La Stampa riporta, infatti, la minsitra delle Riforme Maria Elena Boschi, rispondendo via SMS ad un ministro del Pd che chiedeva conto e ragioni, avrebbe spiegato che per le unioni civili la strada è in salita proprio per l’opposizione dei centristi che, Giovanardi in testa, puntano all’ostruzionismo. Secondo lo scenario proposto dal quotidiano torinese, superato lo scoglio dei 1700 emendamenti da discutere uno per uno in Commissione Giustizia, “in mancanza di un accordo blindato (con NCD, ndr) in aula andrebbe in scena lo stesso copione ostruzionistico e quindi meglio rinviare la patata bollente”.

Da mesi, ormai, il refrain è sempre lo stesso: da una parte le voci ufficiali del Pd che parlano di acceleratore, di testo in aula “prima della pausa estiva” e azzardano date (al momento, puntualmente smentite: il testo avrebbe già dovuto essere in aula, secondo le dichiarazioni rilasciate lo scorso mese), dall’altra le indiscrezioni di palazzo che dipingono un quadro del tutto differente. Un quadro a cui la comunità lgbt sembra credere di più, scoraggiata da anni di promesse del centrosinistra mai mantenute.

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