Unioni civili: ecco il decreto ponte. Ora cosa succede?

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Ora mancano ancora due step e la legge sarà emanata dal Presidente del Consiglio. Quali sono?

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Con tre giorni di ritardo sulla scadenza prevista (5 luglio 2016) ieri intorno alle 22 è stato finalmente consegnato al Consiglio di Stato l’attesissimo decreto ponte sulle unioni civili. Ad farlo sapere, all’unisono, sono Monica Cirinnà e Micaela Campana sui loro account social:

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Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri si legge che “il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha trasmesso al Consiglio di Stato, per il previsto parere, lo schema di DPCM che regola il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei registri dello stato civile“. Cosa succede quindi ora? Mancano ancora due step: il parere del Consiglio di Stato, che secondo regolamentazione ha 30 giorni di tempo per dare una sua valutazione, e il passaggio alla Corte dei Conti incaricata di valutare le spese: questo step dovrebbe essere brevissimo. In ultimo, il decreto arriva al Presidente del Consiglio, che ha la responsabilità di emanarlo: solo a quel punto i comuni avranno le istruzioni ufficiali per celebrare le unioni civili.

La dilazione del ministero dell’Interno ha ritardato ulteriormente l’emanazione definitiva del decreto, che potrebbe arrivare tra più di un mese. Ricordiamo che fino a quel momento i comuni non hanno istruzioni ufficiali da parte del Governo, pertanto la questione è rimandata ai singoli, che secondo le disposizioni dei sindaci potranno già avviare le procedure per fissare le prenotazioni per la celebrazione delle unioni civiliSe alcuni, come quello di Fiumicino, sono già ben disposti all’accettazione delle prenotazioni, altri potrebbero esserlo meno, e avrebbero ancora la possibilità di rifiutare tale richiesta, data la mancanza di una linea guida precisa e ufficiale.

La parte più spinosa di questo ultimo percorso, e cioè quella del passaggio dal ministero retto dal capo di un partito certamente non vicino alla sensibilità della comunità LGBT, è passata. Ora manca davvero poco.

Riguardo ai dettagli del decreto transitorio e al suo contenuto (cosa prevede, come è strutturato) non è stato ancora rivelato nulla.

Ecco perché Alfano ha ritardato l’emanazione del decreto ponte LEGGI > > >

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