Unioni Civili: il Pd lascia libertà di coscienza, sono un “tema etico”

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I governo e il Pd non dettano linea sul DDL Cirinnà. Intanto, emendamenti ridotti a 1800.

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Le unioni civili sono una questione etica. Per questo il PD lascia “libertà di coscienza” ai suoi parlamentari sul DDL Cirinnà. A comunicarlo ieri ai senatori del partito del premier è stata la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi. L’atteso parere del governo sul testo ancora in discussione alla Commissione Giustizia non c’è stato. Del resto sarebbe difficile avere una posizione unitaria tra PD e NCD su un disegno di legge che vede nettamente contrario il partito del ministro Alfano. Il governo, quindi, non imporrà una sua linea, né il Pd lo farà con i suoi parlamentari. Anche se, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, la ministra Boschi incontrando i senatori ieri avrebbe sollecitato tutti a portare a casa un risultato e soprattutto a non caricare eventuali tensioni sul governo per una questione che non riguarda i rapporti di maggioranza essendo una “questione etica”. Se la ministra, come si pensa, si è fatta interprete della linea del premier, niente spinte, dunque, da parte di Renzi come in molti auspicavano .

Intanto, la commissione Giustizia di Palazzo Madama procede con l’esame del provvedimento e la relatrice Monica Cirinnà ha riproposto una riformulazione migliorativa di alcuni commi del testo. Gli emendamenti rimasti sul tavolo sono 1800 , ha spiegato Cirinnà, ed entro lunedì i senatori potranno presentare subemendamenti. Martedì prossimo la commissione riprenderà l’iter.

Secondo il senatore Sergio Lo Giudice (Pd) il merito delle riformulazioni della relatrice è ad esempio quello di aver “chiarito che l’istituto giuridico” che regola i diritti per le coppie gay “è nuovo e non c’entra nulla con il matrimonio”. Lo Giudice si dice ottimista sull’approvazione del ddl. “L’obiettivo – ha dichiarato alle agenzie – è di approvarlo in commissione giustizia prima dell’estate e poi in aula alla ripresa”. Ottimista perché, spiega ancora, “la maggioranza c’è: il Pd è a favore in modo unanime sulla struttura complessiva del provvedimento; ci sono solo alcune obiezioni su alcuni punti”. Tra questi, anche le stepchild adoption che alcuni senatori del Pd hanno proposto di sostituire con l’affido. E poi, oltre al Pd, a favore sono M5S, gli ex 5 stelle, Sel. Ma “molti anche in Forza Italia – sostiene Lo Giudice – mentre Ncd per lo più è contro così come la Lega. I numeri, quindi, sulla carta ci sarebbero”.

Per il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, il sen. Lumia, i pareri e le modifiche proposte da Cirinnà rappresentano “un altro passo avanti verso l’approvazione del testo base sulle unioni civili” perché “la relatrice ha dato i suoi pareri sugli emendamenti ai primi due articoli del provvedimento, recependone due e dando parere negativo su altri 460, per lo più ostruzionistici”. “Con questa formulazione – conclude Lumia – il provvedimento è più solido nei suoi due assi portanti: il riconoscimento della pienezza dei diritti sociali alle coppie dello stesso sesso attraverso un nuovo istituto di diritto pubblico. Bene ha fatto il governo che ha deciso astenersi dal dare i suoi pareri e di rimettersi alle valutazioni della commissione, rispettando così la libera dialettica fra i gruppi parlamentari”.

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