Unioni Civili: il DDL Cirinnà in Senato a settembre

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Arriva la conferma ufficiale: le unioni civili in Aula a settembre, con data da definirsi

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Nessun cambiamento da parte del governo Renzi rispetto le unioni civili: il DDL Cirinnà è stato rimandato a data da destinarsi. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo del Senato che ha ufficializzato il rinvio a data da definirsi dopo l’estate. Il disegno legge non supera infatti la muraglia dei 1500 emendamenti alzata da Forza Italia e dal Nuovo Centro Destra. È tempo per il partito di Renzi di affrontare la realtà: il PD non è riuscito a rispettare la scadenza in Aula per inizio agosto e del DDL Cirinnà si riparlerà a settembre. Se si era pensato di mandare in aula il DDL senza il mandato del relatore, secca la replica del presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, che si è espresso dichiarando indispensabile la presenza del relatore per una legge tanto complessa e articolata.

È un lento incedere quello del DDL Cirinnà, e settembre assume sempre di più i tratti di un miraggio. Ieri il Senato ha respinto per alzata di mano la richiesta della presidente Misto-Sel Loredana De Petris di mettere le unioni civili in calendario per il 10 settembre, e se Marucci tenta di rassicurare con il tweet “Le unioni civili saranno legge entro la fine dell’anno. Il Pd mantiene gli impegni. Sempre“, Adinolfi esulta. “Sull’altare del governo sacrificate le unioni civili e un po’ di persone che sono in parlamento invece che in arresto: la legge è uguale per tutti, i diritti pure” attacca la senatrice cinquestelle Elisa Bugarelli, mentre la comunità Lgbt italiana guarda con disillusione al timer Facebook “ApproviAmo le unioni civili “, che fa il conto alla rovescia al 15 ottobre, termine che a questo punto pare davvero irrealistico, visto l’ennesimo stop in commissione.

La questione dunque, è sul tempo che resta. Se il presidente della Commissione in Senato Francesco Nitto Palma afferma che non c’è modo di accorciare i tempi, le associazioni Lgbt controbattono con le dichiarazioni di Antonio Rotelli , avvocato di Rete Lenford, che ricorda: “Il presidente della Commissione potrebbe utilizzare uno strumento noto nel gergo giornalistico come tecnica del canguro, ovvero una tecnica che consente di reagire alle degenerazioni ostruzionistiche costituite dalla presentazione di un elevato numero di emendamenti estremamente simili tra loro ‘differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o espressioni altrimenti graduate’. Questo perché nonostante i regolamenti siano diversi, alla Camera questa regola si applica in Commissione e un richiamo all’altro ramo del Parlamento per analogia non è fuori luogo“.

Come sottolineato da Simone Alliva nel suo articolo per l’Espresso , “la palla resta al centro campo e la partita vera si giocherà a solo a settembre, con la riapertura del Parlamento“.

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