Unioni Civili: il “no” degli avvocati lgbt e le contromosse di Fi

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Il nuovo testo modificato è più debole e attaccabile: sarà guerra all'ultimo emendamento?

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Unioni civili: occhi puntati verso il dibattito in corso nella Commissione Giustizia del Senato. L’opportunità concreta per tante coppie in attesa di diritti è offerta dal disegno di legge presentato dalla senatrice Pd Monica Cirinnà che, fresco delle modifiche apportate in seguito alle audizioni degli esperti e del parere delle associazioni, giovedì 26 marzo arriverà alla votazione. Ma non mancano i punti interrogativi. Oggi, a prendere la parola per esprimere perplessità sul ddl è Rete Lenford Avvocatura per i Diritti LGBTI. “Questa iniziativa legislativa – ammoniscono gli avvocati della Rete – sembra essere ancora una volta ostaggio di una classe politica priva di coraggio e di lungimiranza, disposta a mediare sui diritti e la dignità di una parte dei cittadini e delle cittadine di questo Paese”. Il no alle unioni civili che giunge da parte di Rete Lenford è presto spiegato: “L’approvazione di un istituto riservato alle coppie dello stesso sesso significherebbe istituzionalizzare una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale – notano -. L’intervento legislativo più semplice e rispettoso della dignità sociale delle persone consiste nel rendere il matrimonio civile accessibile a tutte e a tutti. Basterebbe un articolo in una proposta di legge”.

SMEMBRATO L’ARTICOLO PIÙ IMPORTANTE E A RISCHIO LE STEPCHILD ADOPTION

Rete Lenford passa in rassegna le criticità del testo in esame. A partire dallo smembramento dell’articolo 3, che rappresenta il fulcro del ddl Cirinnà. “Se nel testo originario veniva fatto un rimando integrale al matrimonio, restando esclusa l’adozione – spiega l’associazione – ora è stato rimosso ogni riferimento all’istituto matrimoniale e vengono espressamente richiamati, uno ad uno, gli istituti che si intendono applicati”. Questa scelta sminuisce “la portata simbolica” dell’intervento legislativo, ma non solo: infatti “espone il testo al rischio molto concreto di operazioni di ‘erosione’”, in una vera e propria guerra all’ultimo emendamento.

Altro nodo è quello dell’adozione per le coppie gay. Secondo l’Avvocatura lgbti, “rumors parlamentari fanno paventare la sostituzione della adozione del figlio biologico del/della partner con l’istituto dell’affido” che però, secondo la legislazione attuale, è soltanto un provvedimento temporaneo – e quindi revocabile – a tutela dei minori in difficoltà e non consente all’affidatario di diventare parente del minore. Siamo ben lontani, insomma, dall’introduzione nel nostro ordinamento della ‘stepchild adoption’ di tipo britannico per le coppie dello stesso sesso. E non è solo un discorso teorico. “Tanto per fare un esempio – argomenta Lenford – nel diritto italiano l’adottato non è erede dei genitori o dei fratelli dell’adottante e nemmeno dei suoi fratelli, mentre resta parente della famiglia di origine”.

LE RASSICURAZIONI DEL PD

Il percorso per giungere al placet della Commissione Giustizia del Senato sul ddl non è peraltro privo di insidie e tentennamenti. In una riunione a cui ha partecipato anche Matteo Renzi, all’interno del Pd si sono evidenziate sulla questione delle spaccature tra laici e cattolici. Ma – proprio ieri – sulle pagine di Gay.it Cristiana Alicata , membro della direzione nazionale ed esponente lgbt del partito, parlava di salto di qualità del dibattito interno e invitava all’ottimismo rispetto alla possibilità dell’approvazione di una legge. Alicata spiegava inoltre che quella in cantiere sulle unioni civili è la migliore legge possibile al momento e in grado di fungere da “Cavallo di Troia” in vista del matrimonio. Ma le difficoltà non si limitano al dibattito interno al Pd.

FORZA ITALIA PREPARA LE CONTROMOSSE

Qualora la Commissione Giustizia del Senato dovesse bocciare il testo Cirinnà, Forza Italia ha già pronta una controproposta, che rischia di essere ancora più restrittiva e avara di diritti.

Intanto è stato presentato oggi a Parigi, in una riunione della Commissione Equality and Non-Discrimination del Consiglio d’Europa, un ennesimo disegno di legge che vede come prima firmataria Mara Carfagna, responsabile del Dipartimento Libertà Civili e Diritti Umani del partito di Berlusconi. L’obiettivo? Regolamentare i diritti e i doveri delle coppie di fatto omosessuali, senza però equipararle al matrimonio. La proposta sarà illustrata lunedì alla Camera dei Deputati, che ospiterà il convegno “Unioni Civili, una nuova primavera dei diritti”, organizzato da Fi.

“È tempo di abbandonare lo scontro ideologico su temi che toccano la carne viva di molti nostri concittadini e aprirci al confronto tra tutte le forze politiche”, dichiara Carfagna. “Questa proposta di legge vuole essere un punto di partenza e di dialogo per tutti coloro i quali abbiano il coraggio e l’ambizione di superare i pregiudizi, di contrastare le discriminazioni, anche valicando i confini degli schieramenti così da raggiungere quello che è un obiettivo di civiltà giuridica e politica”.

di Francesco Paolo Del Re

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