Unioni civili in aula al Senato entro metà ottobre

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Il ddl Cirinnà ancorato alla riforma del Senato: "il traguardo è a portata di mano"

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“Il traguardo è a portata di mano”, dichiara Maria Elena Boschi al termine della direzione del Partito Democratico, nella quale pare si sia trovato un accordo con la minoranza di sinistra dem sulla riforma del Senato. E così il ddl Cirinnà, che pareva schiacciato dalla volontà del premier Matteo Renzi di approvare quanto prima possibile la riforma del Senato, sembra possa finalmente arrivare in aula al Senato nella settimana del 12 ottobre, come promesso dallo stesso Renzi e come chiesto a gran voce dalla relatrice Monica Cirinnà, preoccupata dal fatto che poco dopo lo stesso Senato sarebbe stato impegnato nella discussione della legge di stabilità.

Alla fine la linea del premier Matteo Renzi sulle riforme è stata ieri approvata all’unanimità dalla direzione del Partito Democratico. Pur non partecipando al voto, però, la minoranza dem ha apprezzato le aperture del premier sulla possibilità di fare alcune “modifiche tecniche” sulle modalità di elezione dei membri del nuovo Senato della Repubblica. Nella stessa direzione PD, è stato il premier a ricordare l’impegno preso sulle unioni civili: “Ora il Pd dovrebbe responsabilmente cercare un punto d’accordo” sulla riforma costituzionale, ha detto ieri Matteo Renzi nel suo intervento, e “credo ci siano tutte le condizioni per concludere entro il 15 ottobre la lettura in senato e spero anche prima perchè non dimentico l’impegno sulle unioni civili“.

La prova del nove per vedere se i tempi promessi da Renzi saranno rispettati sono due elementi: il primo è la tenuta dell’accordo con la minoranza dem sulla riforma del Senato ed il secondo è quanto deciderà la Conferenza dei Capigruppo prevista per giovedì prossimo.

Se la situazione pare quindi migliorare rispetto ai timori della settimana scorsa, dove non erano mancate voci molto critiche sullo stop ai tempi del ddl Cirinnà proprio per far passare la riforma del Senato, un gruppo di cittadini, grazie alla piattaforma Progressi.org (organizzazione che promuove campagne online e sul territorio in senso progressista) ha lanciato una petizione in cui si chiede ai parlamentari di lasciare intatta la sostanza della legge in discussione e di portarla quanto prima in votazione (per firmare clicca qui ). L’iniziativa, diffusa solamente sul web, ha raccolto già oltre 3.000 firme incassando il sostegno di scrittori, registi e attivisti, fra cui Dacia Maraini e Francesca Archibugi.

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