Unioni civili, Nitto Palma: “Senza accordo PD-NCD, in aula ad ottobre”

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Per il presidente della commissione Giustizia, impossibile arrivare in aula ad agosto

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Uno scenario del tutto diverso da quello dipinto finora dal Pd, quello che il presidente della Commissione Giustizia del Senato dipinge in un’intervista al Corriere della Sera sulle unioni civili. Francesco Nitto Palma, infatti, parla di possibile slittamento a ottobre “in caso di ostruzionismo” e l’unico modo per superare questo pericolo, sottolinea, è “un accordo tra Pd e Ncd”.

“Nel Pd – spiega Nitto Palma – c’è chi non condivide la regolamentazione delle coppie di fatto (il titolo due della legge, non relativa alle coppie gay, ndr) e chi è contrario alle stepchild adoption. NCD la considera un matrimonio camuffato”. Il problema, secondo il senatore di Forza Italia il cui mandato di presidente della commissione scade a settembre, è che “nessuno è disposto a fare un passo indietro”. L’ostacolo vero sarebbe l’ostruzionismo del partito di Alfano e Giovanardi, oltre che di altri senatori come il suo collega di partito Lucio Malan. “Solo NCD ha presentato 1200 emendamenti, Malan 600 – dice -: se qualcuno vuole fare ostruzionismo si va a ottobre, altro che agosto“.

La legge, infatti, è stata calendarizzata per il 6 agosto in Senato , a patto che la commissione abbia finito con il voto degli emendamenti. Restano pochissimi giorni e, secondo Nitto Palma, in commissione non si può ricorrere a strumenti quali il contingentamento (ovvero l’obbligo di rispetto di tempi precisi) né il cosiddetto canguro (la possibilità di accorpare tutti gli emendamenti simili approvandoli o bocciandoli tutti insieme) e se si considera che per ogni emendamento si può intervenire per 10 minuti e che ci sono 2500 proposte di modifica in attesa, i conti sono presto fatti.

L’OSTRUZIONISMO DI NCD E LA LUNGA ATTESA DELLA RELAZIONE DEL MEF

Per il presidente della commissione, dunque, l’unica possibilità per accelerare i tempi è un accordo tra Pd e Ncd “perché altrimenti il testo lo vota il M5S e cambia la maggioranza. Così rischia il governo”. Eppure il ministro dell’Interno e leader di Ncd Alfano ha dichiarato che quella delle unioni civili non è una questione che inciderà sugli equilibri di governo e Renzi, dall’assemblea del Pd a Expo ha fatto sapere che la legge si farà con chi è disposto ad appoggiarla.

Intanto, venerdì in tarda serata l’attesa relazione del MEF sui costi delle unioni civili per le casse dello Stato è arrivata in Senato, ma non alla commissione Bilancio (che l’aveva chiesta) e che in quel momento era riunita e avrebbe potuto accoglierla. Bisognerà, dunque, aspettare domani la convocazione delle commissioni perché il testo passi dalla Bilancio e arrivi alla commissione Giustizia che potrà così iniziare il voto degli emendamenti.

CASSON: “EMENDAMENTI AL VOTO SOLO A SETTEMBRE”

Ad avvalorare la testi di Nitto Palma, arriva oggi Felice Casson, senatore del Pd e vicepresidente della commissione Giustizia. Intervistato da AffariItaliani.it , Casson ha dichiarato: ” la relazione tecnica per la parte economico e finanziaria non è stata ancora presentata dal governo: questo ha fatto slittare l’inizio dei voti del provvedimento di alcune settimane e ormai siamo alle soglie della pausa estiva. Il che vuol dire che gli emendamenti potranno essere votati a solamente a settembre. Il numero degli emendamenti è considerevole e non ci sono prospettive di tagli degli stessi, così, inevitabilmente i tempi si dilatano”. Ma Casson non crede che ci siano pericoli per il governo in caso non si raggiunga un accordo con l’alleato perché “non è un provvedimento che vincola la maggioranza di governo passerà con la maggioranza che si troverà in parlamento“.

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