Unioni civili, Radicali presentano la prima proposta

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I Radicali presentano la prima proposta della legislatura a favore di gay e lesbiche. Si tratta di sette riforme al codice civile: dal matrimonio al diritto di adozione...

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Roma – Dal registro delle unioni civili al matrimonio tra persone omosessuali, dalla possibilità per i single di adottare bambini all’eguaglianza piena fra figli legittimi e naturali: quella che i Radicali hanno presentato oggi è una vera e propria riforma del Codice civile, nella parte che riguarda il Diritto di famiglia, per rendere quest’ultimo "europeo e adeguato ai tempi".

Senza nascondersi le difficoltà alle quali può andare incontro un insieme di proposte innovative e laiche, i deputati radicali eletti nelle liste del Pd, supportati da un team di esperti e dalle associazioni, hanno deciso di «provarci subito», come ha spiegato Marco Cappato, perchè «pensiamo che sia possibile, anche con una maggioranza di centrodestra, portare avanti queste riforme». Ed è «una sfida anche all’opposizione», che nella scorsa legislatura non è riuscita a portare a termine alcuni provvedimenti in materia.

In passato, è stato spiegato, il Diritto di famiglia è sempre stato governato dalla discriminazione, che poneva ad esempio da una parte i figli legittimi e dall’altra i "bastardi", da una parte la "donna-sposa", dall’altra la "concubina". Con la riforma del 1975, la parità fra persone è stata in parte affermata, ma secondo i promotori resta ancora da compiere buona parte del cammino.

Nel pacchetto di proposte spiccano le "Modifiche al codice civile in tema di impedimenti matrimoniali", con cui si vuole eliminare qualsiasi discriminazione nei confronti di alcune categorie: in pratica, si apre la strada al matrimonio fra persone dello stesso sesso.

Altro capitolo importante è quello delle modifiche in tema di adozioni, con cui si vuole in sostanza allargare la possibilità ai single, che attualmente possono adottare solo in alcuni casi.

Ancora, si vuole estendere ai figli naturali tutti i diritti, compresi quelli in materia di successione, e riconoscere alla madre il diritto a dare il proprio cognome (come primo cognome) ai figli, mentre oggi prevale quello del padre.

E poi il divorzio "breve", e l’istituzione del registro delle unioni civili per persone di sesso diverso e dello stesso sesso, con la conseguente disciplina normativa «per dare forma e sostanza giuridica alle decine di migliaia di coppie di fatto».

 

 

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