Unioni civili: Renzi accelera, ma dentro il Pd c’è l’ombra dell’affido

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Ncd frena, Cirinnà assicura che la legge non sarà snaturata. Ma si parla ancora di affido.

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Il voto irlandese sul matrimonio egualitario non cessa di provocare reazioni nel dibattito, tutto italiano, sul DDL Cirinnà che istituirebbe, se approvato, le unioni civili per le coppie dello stesso sesso. Al netto del paradosso di discutere di unioni civili guardando con favore ad un voto che istituisce il matrimonio, da sabato sera è un susseguirsi di dichiarazioni, precisazioni e commenti.
In una intervista rilasciata oggi a Repubblica , Roberto Speranza, di recente dimessosi dal ruolo di capogruppo del suo partito alla Camera dei Deputati, si è detto favorevole al matrimonio per tutti. “Da tempo sono convinto che questo sia lo sbocco naturale di una discussione che, con velocità differenti, si è sviluppata in tanti paesi del mondo e dell’Europa – ha dichiarato Speranza -. È una posizione personale la mia, maturata da tempo. Ma il Pd deve essere motore del cambiamento, non restare in una logica di conservazione”.

Dal canto suo Renzi ha fatto sapere di volere accelerare la discussione dul DDL Cirinnà, al momento in commissione Giustizia del Senato con una spada di Damocle di più di 4000 emendamenti da discutere che pende sulla sua testa (oggi il vicesegretario del Pd Guerini ribadisce che si punta alla discussione in Senato entro l’estate e al voto definitivo in autunno). E Ncd che continua a frenare. Perché proprio dopo il voto irlandese, il ministro dell’Interno Alfano ha ribadito la posizione del suo partito: nessuna equiparazione al matrimonio, niente reversibilità della pensione (in barba a tutti gli studi ufficiali che smentiscono le sue catastrofiche previsioni di spesa) e niente stepchild adoption.
Micaela Campana, responsabile Welfare e Diritti Civili del partito del premier ha ricordato che “la legge è stata votata anche da forze politiche esterne alla maggioranza” ed ha aggiunto: “Cercheremo una mediazione anche all’interno, ma subito dopo la presentazione degli emendamenti vogliamo andare in Aula”. Monica Cirinnà, invece, relatrice del testo assicura che la legge non sarà snaturata e dice “sì a maggioranze diverse” che appoggino il DDL così com’è.

Ospite di “Che Tempo che Fa”, ieri sera Berlusconi si è detto favorevole alle unioni civili, dichiarando che “in un paese civile non capisco perché due gay non possano assistersi se malati o possano lasciarsi qualcosa”: l’equivalente di un atto notarile, per dirla tutta, o poco più. Una posizione che pare avere riscontro nel resto del suo partito dato che Renato Brunetta ha parlato di “patti di reciprocità” e Mara Carfagna ha ribadito il sì alle unioni civili, ma senza civil partnership e reversibilità.
Ma ancora una volta dall’interno del Pd che si alzano voci preoccupate. In un’intervista rilasciata a Lettera43 , Micaela Marzano torna a parlare della possibilità che la legge venga svuotata nei suoi punti salienti come, appunto, le stepchild adoption che potrebbero essere sostituite con l’affido: uno strumento studiato per fronteggiare situazioni di temporaneo disagio di minori che, non potendo per varie ragioni vivere con i genitori, vengono affidati ad altre famiglie per un periodo di tempo limitato. Marzano si riferisce a quella che chiama “componente dei fioroniani”, ovvero dei senatori cattolici del Pd che fanno riferimento a Fioroni, una delle voci più avverse alle unioni civili, nel partito del premier. Marzano non fa mistero su quale sia la sua preoccupazione principale, ovvero che “si ceda sotto le pressioni e i ricatti del partito di Angelino Alfano”, alleato a cui Renzi al momento non può rinunciare se vuole far passare le sue riforme. Unioni civili a parte, ovviamente.

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