Unioni civili: Renzi vuole riscrivere il DDL Cirinnà?

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Secondo Avvenire, il premier è pronto a riscrivere la legge, ascoltando Bagnasco

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Giorgio Tonini, senatore PD

Giorgio Tonini, senatore PD

“Renzi apre ad Ap: riscriviamo il ddl Cirinnà”. Titola così, stamattina, il quotidiano dei vescovi. Nonostante il titolo, però, a parlare è Giorgio Tonini, senatore PD, con un passato alla Fuci, ritenuto fonte affidabile per le questioni che riguardano i rapporti con la chiesa e molto ascoltato dal premier Renzi.
Sarebbe lui l’autore della svolta sul DDL Cirinnà. Tonini dichiara ad Avvenire : “Bisogna rimettere mano al disegno di legge sulle unioni civili, bisogna distinguerle meglio dal matrimonio. Sono con il cardinale Bagnasco, la famiglia è mamma, papà e bambini, le unioni civili sono altra cosa”. “Il testo attuale è confuso, ha zone di ambiguità – continua Tonini -. Sono troppi i rinvii diretti al codice civile che riguardano il matrimonio”.
E, sempre secondo il quotidiano della Cei, si tratterebbe di un “Grande Patto tra il capo del governo e Area popolare. Matteo Renzi e Maurizio Lupi hanno aperto il confronto vero in una saletta privata al Meeting di Rimini“. Si deve a questo il silenzio del premier a Rimini sulle unioni civili ? Forse.
Tutto da rifare, dunque? E a che condizioni?

Maurizio Lupi, capogruppo AP al Senato

Maurizio Lupi, capogruppo AP al Senato

Il quotidiano dei vescovi parla di due punti di partenza, che costituirebbero la base dell’accordo tra l’ex ministro dei trasporti, ora capogruppo di Area Popolare (NCD + UDC) al Senato, e il premier. “La prima – scrive Avvenire -: due costituzionalisti, concordati da Renzi e Ap, sarebbero pronti a lavorare per riscrivere l’articolo uno della legge sulle unioni civili. La seconda: Renzi e Area popolare si vedranno la prossima settimana per ragionare su come aiutare la famiglia già nella prossima legge di stabilità”.
Ma non è tutto. Alcuni senatori del Pd, guidati dal teodem Giuseppe Fioroni, hanno presentato un emendamento alla riforma costituzionale che istituisce i referendum di indirizzo, finora non previsti dalla Costituzione. Il tutto per indire una consultazione popolare proprio sul tema dei diritti delle coppie gay e lesbiche che Fioroni chiama “temi etici”. Dietro alla questione unioni civili c’è il rischio che si spacchi la maggioranza di governo e che a votare la legge sia una nuova maggioranza formata anche dal M5S. “Come può una forza politica negare ai cittadini la possibilità di pronunciarsi sulle grandi questioni etiche – dichiara Fioroni ad Avvenire -? Come può farlo il Pd di Renzi, ma soprattutto come possono farlo i Cinque Stelle?”.

Il premier Matteo Renzi con il sottosegretario Scalfarotto

Il premier Matteo Renzi con il sottosegretario Scalfarotto

Qual è l’obiettivo reale è noto. Lo scoglio più difficile da superare, quello su cui buona parte dei cattolici del Pd e, soprattutto, NCD non intendono cedere, sono le stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio biologico del partner. Lo spettro agitato dagli oppositori del DDL Cirinnà nella sua attuale stesura è la gestazione per altri, definita “utero in affitto” e descritta come pratica che umilia le donne e strappa loro i figli dal grembo dopo il parto. A niente sono servite, in questi mesi, le testimonianze delle donne che scelgono autonomamente e non per denaro, di fare da gestanti, e le precisazioni sulle regole seguite fatte dagli operatori del settore .
Negli scorsi giorni, Fabrizio Cicchitto aveva proposto di inserire la possibilità di adozione solo in caso di figli nati da relazioni precedenti, mentre proprio ieri L’Espresso riportava che la democratica
Emma Fattorini propone accordi internazionali per impedire che i bambini nati con la GPA fatta all’estero vengano riconosciuti in italia come figli di coppie gay. Una cosa che richiederebbe a paesi come gli Usa o il Canada di arretrare sulle loro legislazioni vigenti e già aperte alle coppie gay.
Sempre secondo l’Espresso, Gaetano Quagliariello (NCD) auspica di trovare “tutti insieme una norma che vieti l’utero in affitto”. In quel caso, dice il senatore NCD “l’intesa sarebbe trovata”.
Ma in Italia la GPA non è consentita e come può pensare il parlamento italiano di vietarla all’estero? Del resto, le coppie italiane che ricorrono alla gestazione per altri e lo fanno seguendo le regole dei paesi che regolano questa pratica, non commettono alcun reato.

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