Unioni civili: a Roma la prima tra un poliziotto in divisa e il suo compagno

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"Credo di essere stato fortunato, perché nel mio ufficio non ho mai avuto esperienze di omofobia: speriamo che questa nostra decisione sia di incoraggiamento a chi invece ha...

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Raffaele Brusca e Antonio Sapienza si amano da 10 anni: ieri hanno coronato a Roma il loro sogno di unirsi civilmente. Ma Raffaele, 48 anni, ha coronato anche un altro sogno: quello di costituire l’unione civile in divisa.

Perché sì, Raffaele da quasi 30 anni è un poliziotto e non ha voluto nascondersi: ha voluto mostrare l’appartenenza a un Corpo al quale ha dedicato la sua esistenza con passione. “Sapevo che Antonio era la persona giusta per me e che lo avrei voluto sposare. Non ho mai avuto alcun dubbio. Anno dopo anno abbiamo atteso l’approvazione di questa legge. Se non fosse arrivata, eravamo anche pronti ad andare a sposarsi all’estero. E’ stato emozionante vedere i nostri parenti riuniti per questa cerimonia“, commenta Raffaele uscito dalla Sala Rossa del Campidoglio, dove è avvenuta la cerimonia.

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La notizia arriva dopo quella della prima unione civile all’Aeronautica Militare, accolta positivamente dal generale Claudio Gabellini (LEGGI > >). Parole di gioia e soddisfazione anche in questo caso da Daniele Tissone, segretario generale sindacato polizia Silp Cgil: “Sono contento per il collega Raffaele e credo sia da sottolineare anche la sensibilità del Dipartimento di pubblica sicurezza relativamente all’uso della divisa. Speriamo possa essere da esempio anche per le altre forze dell’ordine, a partire dai carabinieri. Da tempo abbiamo aperto uno sportello contro le discriminazioni in Questura a Genova. C’e’ ancora una battaglia culturale importante da fare in questo Paese e le polemiche che hanno caratterizzato l’approvazione della legge Cirinnà ne sono state la dimostrazione. Le discriminazioni, soprattutto all’interno delle forze armate e dei corpi militari dove le rappresentanze sindacali non sono presenti, esistono e sono molto forti. Per questo come poliziotti Cgil vogliamo continuare a dare un fattivo contributo, anche e soprattutto per quel che riguarda i lavoratori in divisa“.

Secondo Polis Aperta, la grande associazione dei gay italiani in divisa, gli omosessuali tra carabinieri, militari, forze armate e polizia sarebbero circa 19mila: spesso molti di loro subiscono discriminazioni per via del loro orientamento sessuale, anche se la situazione sta cambiando lentamente. “Credo di essere stato fortunato, perché nel mio ufficio non ho mai avuto esperienze di omofobia. Ovviamente c’è del lavoro da fare, ma devo dire che in questi giorni abbiamo ricevuto attestati di stima che non ci saremmo mai aspettati. Speriamo che questa nostra decisione sia di incoraggiamento a chi invece ha paura di uscire allo scoperto“.

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