Unioni Civili: tensione tra Pd e NCD e salta l’incontro

di

Non ci sarà il vertice Tonini-Schifani, ma il PD chiede la calendarizzazione per agosto.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
3172 0

È tensione tra Pd e il suo alleato di governo NCD sul DDL Cirinnà. Sebbene siano circolate indiscrezioni su un’apertura del partito di Alfano, in cambo di un ministero, il fronte più oltranzista non intende cedere di un millimetro sulle sue posizioni.
Oggi la conferenza dei capigruppo del Senato potrebbe calendarizzare la discussione sulla legge in aula per i primi di agosto. O almeno, secondo quanto riporta l’Ansa, così vorrebbe il Pd. Rimane, però, l’incognita Commissione Giustizia. Manca, infatti, ancora il parere della Commissione Bilancio che sulle coperture economiche ha chiesto il parere del Ministero del Tesoro a cui sono concessi 30 giorni di tempo per esprimersi (ma questo non significa che li sfrutterà tutti, naturalmente). Poi inizierà la discussione sui 1500 emendamenti rimasti, la maggior parte dei quali presentati proprio da AP (NCD+UDC). Solo alla fine delle votazioni, il testo potrà arrivare in aula a Palazzo Madama.
Ma se da una parte il Pd vorrebbe iniziare la discussione in Senato entro agosto, dall’altra tenta di raggiungere un accordo con NCD che sembra sempre più lontano.

Ci sarebbe, comunque, la carta della maggioranza trasversale dato che sia Sel che M5S hanno fatto sapere che voteranno il testo della senatrice Cirinnà, ma a patto che non ci siano compromessi al ribasso.
Ma c’è un’altra incognita. Come sottolinea ancora l’Ansa, se l’opposizione di NCD dovesse continuare in modo così oltranzista e il Pd non volesse affidarsi ad altre maggioranze, il DDL Cirinnà non sarebbe votato dalla Commissione Giustizia e non potrebbe andare in aula per la discussione parlamentare. A quel punto, si potrebbe inviare al Senato un altro disegno di legge, uno di quelli che Monica Cirinnà ha accorpato al suo (che, lo ricordiamo, nasce dai contributi apportati dalle diverse proposte di legge presentate). Ma questo implicherebbe che bisognerebbe emendarlo in aula nel tentativo di renderlo il più vicino possibile al DDL Cirinnà e cioè si ricomincerebbe tutto da capo.
Carlo Giovanardi, intanto, annuncia spaccature se davvero il partito dovesse decidere di cedere sul tema delle unioni civili in cambio di un ministero e si dice sicuro che non ci sarà alcun voto prima di settembre. D’altro canto, la riunione tra il senatore Pd Giorgio Tonini e il collega di NCD Vito schifani, incaricati di trovare una mediazione, era prevista per oggi, ma è stata annullata senza che venisse individuata un’altra data. Un quadro che rischia di allungare ulteriormente i tempi.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...