UNITI CONTRO LE PEN

Francia, i locali gay insorgono: no a Le Pen e al Fronte Nazionale. Il sindacato nazionale delle imprese gay invita deciso a votare Chirac. Domenica le elezioni, col fiato in gola.

PARIGI – Locali gay contro Le Pen. Il sindacato nazionale delle imprese gay (SNEG) invita senza ambiguità a votare Chirac. Per la prima volta nella sua storia il sindacato, di solito apolitico "prende posizione in favore del solo candidato all’Eliseo garante dei valori repubblicani del nostro paese: Jacques Chirac". Il comunicato, inviato a tutte le imprese sindacate (sono oltre 200 nella sola Parigi) è esposto in bella mostra. A volte con qualche personalizzazione come al Depot, la più grande dark-room della capitale, in cui il nome SNEG viene sostituito dal più noto nome del locale. La politica da adottare è quella della prossimità. Nel suo volantino lo SNEG ricorda che Le Pen ha spesso "tenuto discorsi di odio nei confronti degli omosessuali, ha preconizzato il tatuaggio dei sieropositivi e la segregazione dei malati di AIDS". Per questo Jean-François Chassagne, presidente del sindacato non esita a "rivolgere un appello a tutti gli omosessuali affinché si mobilitino e, al di là di ogni convinzione politica personale, votino Jacques Chirac il 5 maggio prossimo". Se questo appello può sembrare allarmistico è difficile sostenere che non sia esattamente adeguato alle frasi che il presidente del Fronte Nazionale, partito razzista e fascista (secondo alcune sentenze dei tribunali), Jean-Marie Le Pen, ha pronunciato.

Un modo più divertente di invitare a votare, seppure con tutte le precauzioni del caso (mollette al naso e guanti in lattice), il gollista Jacques Chirac (foto) è stato inventato dal Gibus, una delle discoteche parigine più frequentate dai gay. Per compensare la perdita di tempo dello spostamento fino al seggio elettorale di Domenica 5 maggio, il Gibus offre agli elettori un ingresso gratuito per tutta la notte di venerdì su presentazione della "Carta di elettore", il certificato elettorale francese. Nella sua mail di presentazione dell’iniziativa il Gibus non invita a votare per Chirac ma scrive: "Non dimenticate il voto anti-Le Pen di domenica 5 maggio 2002".

Altra iniziativa privata è quella di Radio FG, la technoide radio gay parigina. Il suo presidente Henri Maurel in un editoriale diffuso e pubblicato sul sito internet, invita tutti alla calma: "Ogni provocazione alimenterebbe la strategia della tensione apprezzata dagli estremismi. Da tutti gli estremismi. Rimaniamo zen e il 5 maggio andiamo a votare Jacques Chirac senza timori. La storia continuerà. E stavolta senza Le Pen".

Più violenta invece la presa di posizione dell’unico mensile gay francese, "Tetù".

In una petizione scrive che "Per Jean-Marie Le Pen non solo bisogna sopprimere il Pacs, è nel suo programma presidenziale, ma se accedesse al potere, chi può dubitare del fatto che tenterebbe anche di sopprimere ‘un’anomalia biologica e sociale’ che ‘conduce alla scomparsa del mondo’?". Le frasi sono rubate dal linguaggio di Le Pen. Quindi Tetù afferma: "Noi voteremo contro di lui, cioè per Jacques Chirac, il 5 maggio prossimo".

Fra gli appelli al voto pro Chirac si registrano anche quelli del Centro Gay e Lesbico, del Gruppo di ebrei omosessuali e lesbiche e di Act Up-Paris, la più virulenta delle associazioni di lotta all’Aids, che durante la campagna elettorale aveva invitato a boicottare il candidato socialista Lionel Jospin che non aveva a suo dire fatto abbastanza per i gay sieropositivi. Ora la posizione di Act Up è questa: "Ricordiamo che Le Pen è prima di tutto razzista, antisemita, negazionista, misogino e omofobo. Predica l’eliminazione dei malati di Aids dalla società francese, desidera imporre dei test di depistaggio del virus Hiv alle frontiere e vuole mettere i malati di Aids in campi di concentramento che chiama ‘sidatorium’. Quindi, con la morte nell’anima, domenica invitiamo tutti a votare Chirac".

di Giacomo Leso – da Parigi