Università di Salerno, studenti costretti a partecipare ad un convegno omofobo

Uno studente denuncia quanto accaduto all’università di Salerno, scrivendo una lettera alla sua professoressa contraria alle famiglie arcobaleno.

Antonio, ragazzo gay della provincia di Salerno, ci ha scritto per denunciare quanto accaduto all’Università di Salerno, con diversi studenti ‘costretti’ a partecipare ad un convegno omofobo organizzato da una professoressa di Diritto Civile.

Convegni a cui gli studenti hanno dovuto presenziare per ottenere 8 CFU dal laboratorio di diritto di famiglia.  La professoressa in questione firmò anche un Appello di giuristi promosso dal Centro Studi Livatino in vista dell’esame del ddl sulle unioni civili. Nulla di male, se non fosse che obbligare decine di studenti a partecipare ad un convegno universitario vistosamente contrario ai diritti LGBT e senza alcun tipo di contraddittorio faccia decisamente clamore.

Il convegno in questione si e’ tenuto nel maggio del 2015 e si chiamava Matrimonio e famiglia / GenitGenitorialitàliazione. Superato l’esame, Antonio ha deciso di gettare la maschera, denunciando quanto accaduto e inviando una lettera alla professoressa.

Salve prof.ssa, nella precedente mail non le ho confessato la causa del mio disturbo depressivo, lo voglio fare ora: la causa del mio malessere che non mi permette di vivere come tutti gli altri individui e’ l’omofobia.. Ho vissuto ed ancora subisco l’omofobia sulla mia pelle e lei non può immaginare quanto sia devastante, quanta sofferenza porta essere seviziato, insultato, offeso , essere considerato individuo inferiore agli altri, anormale o contro natura semplicemente perche’ non mi piace il calcio come agli altri ragazzi della mia eta’ e non ho una ragazza da presentare agli amici ed alla famiglia.. Lei non può immaginare quanto sia frustrante una vita del genere. E non oso raccontarle le sevizie che ho subito da uomini etero naturali che volevano costringermi ad avere rapporti sessuali con loro.. Non ho potuto denunciare per non creare uno scandalo in città ed anche perche’ l opinione pubblica non mi avrebbe creduto.. Da studente ho partecipato al convegno sulla famiglia da lei organizzato nel 2016 al quale partecipò l’avvocato G. Amato.. Lei non può immaginare come mi sono sentito nel partecipare a quel convegno. Ho visto in rete il convegno: “Famiglia bene comune e impegno civile” a cui lei ha partecipato al fianco del senatore Pillon (colui che dice che gli omosessuali sono malati e vanno curati, a questo punto mi chiedo come mai se abbiamo problemi mentali, lo Stato non ci concede la pensione di invalidità ).
Non voglio annoiarla , ma vorrei soltanto farle notare che l’opinione, il pensiero suo e dei suoi amici Amato e Pillon non fa’ altro che avallare l’omofobia che devasta la vita delle persone, ed anche la mia.. La liberta di opinione e’ sacra ma in tal caso il buon senso dovrebbe prevalere.. Un opinione non può devastare la vita delle persone.. Non condividere lo stile di vita di un gruppo di persone non vuol dire essere autorizzati a contrastare leggi dello Stato volte a dare una dignità a queste persone , a cercare di garantire una vita serena e felice come quella di tutti gli altri, ed a contrastare l omofobia.. So’ che lei e’ credente appartenente alla Chiesa cattolica, in tal caso vedo ipocrisia nel suo pensiero, perche’ il cattolicesimo nel nostro ordinamento ha un ampia legislazione a suo favore ed a tutela della libertà religiosa..
Non comprendo perche la comunità gay, discriminata costantemente , e socialmente debole non debba ricevere tutela dal nostro ordinamento. L’ omofobia esiste, non e’ un invenzione della lobby gay come sostengono i suoi amici Amato e Pillon: glielo dice un uomo che l’ ha vissuta sulla propria pelle e su quella dei suoi familiari“.

4 commenti su “Università di Salerno, studenti costretti a partecipare ad un convegno omofobo

  1. Se un ente altamente culturale e di formazione umana, meritoriamente si impegna per organizzare un incontro, al cui centro vi sia il tema della famiglia, cellula fondamentale della società, la sua promozione e la sua protezione da decadimenti morali che, a vario titolo, rischiano, attraverso legislazioni fuorvianti, di offuscarne l’intrinseca bellezza e la capitale importanza, tentandone un’equiparazione con fenomeni contro natura, come unioni fondate sulla sodomia, per le quali esimi professori, dalle stesse aule del detto convegno, tentano anche di suggerire percorsi di cura, tutto ciò viene pretestuosamente recepito e bollato come omofobo, senza darsi neanche la possibilità di esplorare terapie e possibilità di guarigione, peccando di mancanza di umiltà e di intelligenza.

    1. Si il tema della famiglia che piace a me e tutte le altre se ne vadino a quel paese. E caro l’omosessualità non è contro natura e sopratutto non è una malattia quindi che a voi omofobi piaccia o meno non si può curare e non lo dico solo io ma anche un sacco di gente che un tempo quelle torture chiamate terapie riparative le promuovevano, sono tutte puttanate e se vogliamo parlare di persone malate quelle se mai saranno quelli come te che giudicano gli altri per cazzate del genere per lo più scrivendo su quello che se non fosse stato per un gay forse nemmeno sarebbe esistito e che è morto per colpa di gente come te.

  2. La propaganda distorta contro la vita reale della persone, per fortuna altri atenei si preoccupano di divulgare il sapere basato sulla conoscenza, l’odio lo lasciano fuori dalla porta.

Lascia un commento

Cultura

TDOR 2019: ricordiamo le vittime dell’odio trans

A 20 anni dall'istituzione della data, il 20 novembre 1999, ricordiamo la storia di un ragazzo FtM.

di Alessandro Bovo