Uno “zero assoluto” in prima linea per i gay

Matteo Maffucci, uno dei componenti degli “Zero assoluto” si congratula con Ricky Martin e si schiera lanciando un messaggio forte dalle pagine di Vanity Fair: “Serve un’insurrezione popolare”.

Dichiarazioni forti, che senza troppi giri di parole arrivano al punto: «A chi dà fastidio se i gay hanno una possibilità in più per essere felici?». È questo il quesito che Matteo Maffucci, uno dei cantanti del gruppo Zero Assuoluto, si è posto nella rubrica che cura sulla rivista Vanity Fair. Dopo essersi complimentato con la scelta coraggiosa di Ricky Marin per il recente coming out, Maffucci ha maturato una riflessione sulla condizione degli omosessuali nel nostro Paese ed ha scritto: «Mi sono reso conto che sul tema dell’omosessualità stiamo ancora discutendo se è giusto o no che due persone possano condividere insieme una vita anche di fronte allo Stato. Ma vi sembra normale? A me no, anche perché in Italia non si può fare. E allora mi chiedo per quale motivo non avvenga un’insurrezione popolare. Non di uomini e donne gay, di tutti. È una questione di giustizia ovvia, di rispetto e di civiltà. È deprimente accorgersi di vivere in un Paese che con l’alibi della “vicinanza” al Vaticano ancora cincischia intorno a un problema così importante».

Queste parole, apprezzatissime dalla comunità lgbt, fanno riflettere. Il cantante e musicista ha parlato di una situazione in cui tutti hanno delle colpe, per le quali Matteo ha voluto scusarsi dalle pagine della rivista: «Mi metto in prima fila e mi cospargo il capo di cenere e chiedo scusa anche perché non ho mai fatto nulla per migliorare le cose: è sempre stato quell’atteggiamento che porta a pensare che ‘ci penserà chi di dovere’ a pulirmi la coscienza. Stronzate! Se c’è una cosa che sto capendo, crescendo, è che far finta di niente è accettare lo status quo. Ma come facciamo a definirci un Paese moderno? Siamo gli ultimi degli ultimi. Svegliamoci. A chi dà fastidio se i gay hanno una possibilità in più per essere felici?».

Ti suggeriamo anche  Verona ospiterà il World Congress of Families: nello spot anche i faccioni di Salvini e Fontana