Uomini che odiano (non solo) le donne

Come se il maschio italiano avesse come sue prede predilette chiunque, uomo o donna, esprima attraverso il femminile le proprie scelte di libertà.

Ragazzi gay pestati, donne violentate, ex fidanzate bruciate vive nell’indifferenza di altri maschi a cui hanno chiesto aiuto ma non si sono fermati. E mostri, tanti mostri che poi piangono e si autodefiniscono tali.

La notizia di questi giorni è che Vincenzo Paduano, il ragazzo di Roma che ha ucciso la fidanzata 22enne bruciandola viva, quel giorno era uscito di casa con una tanica di benzina, mentre racconta ai giornali la sua non premeditazione e il suo essere stato incapace di intendere in quel momento.

Tutto questo nell’indifferenza di alcune frange consistenti della politica, sempre pronte a scagliarsi con tutto il suo odio verbale contro gli immigrati, ma proprio incapaci di dire una sola parola quando una ragazza viene bruciata viva (e aggiungo intenzionalmente, perché nessuno di noi esce di casa con una tanica di benzina) da un uomo bianco, di buona famiglia italiana e magari pure sedicente cattolico.

Ma c’è un elemento comune in tanti di questi episodi di violenza, dalle aggressioni verbali al pestaggio e agli omicidi: la femminilità. È come se il maschio italiano avesse come sue prede predilette chiunque, uomo o donna, esprima attraverso la femminilità le sue scelte di libertà. Per i maschi è più evidente, quando vengono attaccati gay effeminati ma anche etero percepiti come effeminati (è successo ad uno sfortunato a Genova, pestato su un autobus perché “scambiato” per gay a causa del suo look). Ma per le donne, le stesse donne che per loro natura intrinseca sono femmine questo è un pericolo ormai quotidiano. Dai commenti sui mezzi pubblici alle manate sul fondo schiena a  molto peggio. Uomini che odiano non solo le donne, ma la femminilità espressa nell’indipendenza, nella libertà di scelta. Maschi che invece di proteggere la femminilità, la umiliano, la insultano, la degradano ad oggetto sessuale.

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I mostri ci sono sempre stati nella nostra società. Semmai ci sarebbe da chiedersi se davvero i modelli culturali con cui abbiamo cresciuto i nostri ragazzi non siano i primi responsabili di questi misfatti. La femmina che ti respinge la bruci viva. La femmina che ti urta perché in un corpo maschile, la pesti assieme ad altre bestie del branco. La femmina che trovi indifesa, la violenti.

Personalmente non ritengo necessaria un’aggravante per l’omofobia e una per il femminicidio. Sono aspetti dello stesso problema culturale. Io credo che l’aggravante vada data quando la vittima è in posizione di debolezza indipendentemente dal sesso, dall’età, dal colore della pelle, dal gender.

Ma a proposito di gender. Mi stupisco che nessuno veda come questi episodi siano figli di quella cultura cattolica che nega la libertà di espressione, che divide il mondo tra virili e sottomessi. Mi chiedo come mai non sia mai stato chiesto il conto “morale” di così tanta violenza da parte della cultura cattolica verso chi esprime la propria sessualità e libertà di scegliere chi amare. Altro che caccia alle streghe sulla teoria gender.