USA: diplomatico si dimette “Il mio partner non è tutelato”

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Michael Guest, ambasciatore statunitense ha scelto di rinunciare alla promettente carriera diplomatica in polemica con Washington che non tutela i partner omosessuali come i familiari etero.

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"Sono stato costretto a scegliere tra i doveri verso il mio partner, che è la mia famiglia, ed il servizio per il mio paese". Così Michael Guest, diplomatico di carriera gay dichiarato nominato da George Bush nel 2001 a soli 43 anni ambasciatore in Romania e rientrato nel 2004 a Washington per occuparsi della formazione dei nuovi diplomatici, ha spiegato le ragioni che l’hanno spinto, con ancora tutta la carriera davanti, a lasciare il dipartimento di Stato per protestare contro il mancato riconoscimento dello status di coniuge ai partner gay dei diplomatici all’estero.

"Che qualcuno debba fare uno scelta del genere è una macchia per la leadership del segretario ed una vergogna per questa istituzione

e per il paese" sono le altre parole, durissime, pronunciate dall’ambasciatore Guest durante la cerimonia d’addio a cui hanno partecipato 75 colleghi che si è tenuta a Foggy Bottom lo scorso 20 novembre, rivela oggi il Washington Post. Un attacco frontale all’amministrazione Bush ed al segretario di Stato Condoleeza Rice alla quale Guest si era rivolto direttamente, insieme all’associazione dei gay e lesbiche del corpo diplomatico, nel tentativo di far cambiare le regole, che al momento non garantiscono ai partner gay gli stessi diritti, come il passaporto diplomatico o l’assistenza sanitaria, di cui godono i coniugi dei diplomatici. "Era la mia ultima speranza, ma non ho ricevuto risposte".   

Anche "una sola parola della Rice" avrebbe potuto aprire la strada a molti cambiamenti, si è lamentato Guest ricordando che – in anni di guerra e terrorismo in cui i diplomatici americani affrontano un numero di rischi sempre maggiori – i partner di diplomatici omosessuali non possono partecipare ai corsi per la sicurezza anti-terrorismo, devono pagarsi da soli i viaggi, mentre invece vengono pagati i biglietti per gli animali domestici, e non hanno nessuna assistenza in caso di rimpatrio d’emergenza delle famiglie dei diplomatici.

Già ai tempi della sua nomina ad ambasciatore in Romania, Guest aveva sollevato la questione, ed una delle sue prime decisioni era

stata di autorizzare il suo compagno e gli altri partner non sposati dei diplomatici americani a Bucarest a utilizzare le strutture sanitarie dell’ambasciata. Da parte sua, il presidente del sindacato delle feluche americane, John Naland, ha assicurato molti esponenti del corpo diplomatico comprende e sostiene le posizioni espresse da Guest. "Se ognuno dice che dobbiamo fare di più, allora facciamo di più" ha detto.

La difficile difesa di Condi è toccata a Pat Kennedy, sottosegretario di Stato responsabile della gestione dell’amministrazione, presente alla cerimonia d’addio di Guest: "il segretario ed il dipartimento di Stato non fanno nessuna discriminazione nelle assunzioni e promozioni" ha affermato. Poco, troppo poco.

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