USA: DISTORSIONI ANTIGAY

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L'argomento bollente della campagna pre-elettorale americana in queste settimane non è la guerra ma la presenza di gay nel Congresso USA. E non manca chi crea confusione tirando...

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Negli Stati Uniti lo scandalo a sfondo sessuale che ha coinvolto il deputato della Florida Mark Foley sta facendo calare ulteriormente la popolarità dei Repubblicani. I sondaggi più recenti danno l’approvazione sull’operato del Presidente George W.Bush nuovamente sotto il 40% e i Democratici cercano di beneficiare dell’onda negativa che sembra investire su vari fronti la Casa Bianca e l’attuale amministrazione. La loro speranza è quella di cercare di riconquistare la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Il partito conservatore del Presidente d’altro canto cerca come può di contenere i danni e, come spesso succede in questi casi, lo fa cercando un capo espiatorio per il riprovevole comportamento tenuto dal loro rappresentante. Una delle tattiche è quella di generalizzare e cercare di far credere che Foley si sia comportato in quel modo in quanto gay, rilanciando quindi il falso assunto che essere omosessuali equivale ad essere sessualmente incontenibili e dunque moralmente carenti. Con questo tipo di propaganda si cerca così di riavvicinare al partito tutta quella fascia di cristiano-evengelici che era stata determinante nel riconfermare Bush per un secondo mandato, un successo nel quale le prese di posizione fortemente contrarie al matrimonio gay hanno avuto un buon ruolo.

I gay “velati” della politica
Il movimento GLBT d’oltreoceano è in queste settimane molto chiaro nello stigmatizzare il comportamento di tutti quei politici che sono omosessuali ma lo sono in modo nascosto. Soprattutto nel partito Repubblicano questo può portare ad avere dei deputati che pur essendo segretamente gay votano a favore di politiche discriminatorie e che vanno contro i diritti civili di quella minoranza di cui essi stessi fanno parte, vedi appunto tutta la controversia relativa al matrimonio gay. I “velati” in politica possono essere particolarmente astiosi e aggressivi per cercare di allontanare da loro ogni possibile sospetto riguardante il loro orientamento sessuale, che può essere percepito come un rischio per la carriera. Nel caso del senatore Foley la verità dietro la facciata era già stata rivelata dal mensile gay-lesbico The Advocate una decina di anni fa. La direttrice Anne Stockwell, intervistata dalla CNN, ha detto che «Molta gente sapeva di Mark Foley e una delle cose che abbiamo scoperto è che forse erano più preoccupati che fosse emerso che era gay di quanto non lo fossero che mirava a dei teen ager». Per Stockwell quando si ha un ruolo pubblico rimanere occultati non fa altro che perpetuare il presupposto che è vergognoso dire che si è gay: «Naturalmente – conclude – non è affatto vergognoso essere gay. È vergognoso comportarsi in modo vergognoso». L’attivista gay Mike Rogers ha annunciato che lo scandaloso comportamento di Foley lo ha spinto a prendere una decisione: sul suo BlogActive farà “outing” di altri politici, ovvero comincerà a rivelare i nomi di altri politici nascosti proprio in queste settimane pre-elettorali. «Temo che tutta questa faccenda stia danneggiando l’intera comunità omosessuale» ha detto Rogers nel corso di un’intervista su Fox News, «ma credo che l’America sia in grado di dire la differenza che c’è tra l’essere uomini gay e l’essere uomini gay nascosti che prendono decisioni che sono psicologicamente dannose». Rogers ha anche detto che con queste persone bisogna confrontarsi sui fatti e uno di questi fatti è la loro ipocrisia.

I bugiardi collegamenti tra omosessualità e pedofilia
Cercando di dare una piega (uno “spin”) antigay a tutta la disgraziata faccenda…

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I bugiardi collegamenti tra omosessualità e pedofilia
Cercando di dare una piega (uno “spin”) antigay a tutta la disgraziata faccenda che ha visto per protagonista Foley sono scesi in campo anche gli attivisti conservatori-cristiani, che hanno rispolverato uno dei loro cavalli di battaglia preferiti: quello di cercare di far credere che l’omosessualità sia in qualche modo collegata con la pedofilia. Tony Perkins, presidente del Family Research Council (FRC), organizzazione cristiana che promuove la famiglia tradizionale, all’inizio di ottobre ha emesso un comunicato nel quale afferma che «il vero problema» che starebbe dietro tutto questo sarebbe «il legame tra l’omosessualità e gli abusi sui bambini». Tale prese di posizioni sono state riportate senza alcun commento da vari organi di stampa, che hanno acriticamente diffuso il messaggio nel quale si leggeva anche che «la ricerca mostra chiaramente che gli omosessuali sono più propensi a molestare bambini di quanto non lo siano gli eterosessuali». A dar man forte al collega di crociata omofoba è arrivato anche Timothy Dailey, ricercatore sempre della stessa FRC, che ha affermato in un articolo che esisterebbe un “preoccupante collegamento” tra omosessualità e pedofilia in quanto «gli omosessuali pedofili commettono circa un terzo del totale degli abusi su bambini».

Come stanno le cose

Nel 1995 uno studio reso noto dalla American Psychological Association ha riscontrato invece che «gli omosessuali non sono più propensi a commettere atti sessuali su bambini di quanto non lo siano gli eterosessuali». La presunta alta presenza di omosessuali nelle casistiche a cui farebbe riferimento Dailey è stata spiegata in modo chiaro da Frederick Berlin, psichiatra alla John Hopkins University ed esperto di disordini sessuali, che ha fatto notare che tutto si basa sull'”errato presupposto” che uomini che abusano di bambini siano anche attratti da persone adulte. In altre parole: gli eterosessuali sono adulti attratti sessualmente da persone adulte del sesso opposto, gli omosessuali sono attratti sessualmente da persone adulte del loro stesso sesso, mentre i pedofili sono persone che provano attrazione sessuale per bambini o bambine ancora nella fase di sviluppo della prepubertà. Alcuni pedofili sono attratti da bambine, altri sono attratti da bambini e altri ancora possono essere attratti da entrambi i generi. Il sesso d’appartenenza delle giovani vittime non è indicativo delle relazioni sessuali che il pedofilo possa poter avere con adulti. Contrariamente a quanto comunemente creduto i pedofili che abusano di bambini maschi comunemente identificano se stessi come eterosessuali e spesso sono regolarmente sposati. Nel 2002 un articolo pubblicato da USA Today citava numerosi esperti di psicologia, psichiatria e del problema degli abusi su bambini che sottolineavano che si confondono i gay con i pedofili che abusano di minori. David Finkelhor, direttore del Crimes Against Children Research Center all’Università del New Hampshire, spiegava che le due cose sono separate in quanto i pedofili «non hanno attrazione sessuale per gli adulti». Un altro studio citato nello stesso articolo riferisce che una ricerca condotta dallo psicoterapeuta Richard Sipe «non ha riscontrato collegamenti tra gli abusi sessuali e l’omosessualità».

Tornando ai collegamenti tra queste false informazioni e tentativi di strumentalizzazioni a fini politici per Mike Rogers, editor anche di di PageOneQ, «se la destra pensa che l’omosessualità sia collegata alla pedofilia, il che sappiano non essere vero, cosa diranno quando mi metterò a fare i nomi dei membri del Congresso del partito Repubblicano che sono gay occultati?» Lo sapremo nelle prossime settimane.

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