USA: George Michael è per Al Qaida

Il cantante spiega in un’intervista ad ITV1 che ha paura di tornare in America, perché lì credono che lui non consideri terribili gli attacchi dell’11 settembre.

LONDRA – Non si sente affatto tranquillo al pensiero di tornare in America, dal suo compagno Kenny Goss, che vive a Dallas. Tutta colpa di un recente articolo del New York Times che lo ha descritto come "un pervertito del pop", insinuando che lui, il cantante britannico George Michael, sia un simpatizzante di Al Qaida. Da Londra, dove si è fermato, Michael esprime così le sue paure in un’intervista all’emittente britannica ITV1.

Il tutto è nato dal suo ultimo video clip, "Shoot the Dog", nel quale il cantante parla del premier britannico Tony Blair come di un burattino nelle mani del presidente Usa George W. Bush. Polemica che si aggiunge a quelle passate, allo scandalo scoppiato nel 1998 quando Michael su scoperto in atteggiamenti ‘osceni’ in un bagno pubblico di Los Angeles. Era in compagnia di un uomo e quella fu la volta in cui svelò di essere gay.

"Qualcuno ha insinuato che io sarei un simpatizzante di Al Qaida e che in qualche modo io penso che non ci sia niente di terribile negli attacchi dell’11 settembre", ha detto il cantante nell’intervista rilasciata questa sera al programma "Tonight" di ITV1. "Gli americani sono molto reazionari adesso e, per via di quell’articolo, io non posso tornare in America, anche se il mio partner vive lì".

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"Non penso ci sia alcun legame tra quello che dico nel video e la mia omosessualità – ha continuato – ma per la stampa evidentemente un legame esiste. Per qualche ragione, non ho il diritto di dire niente perch‚ sono stato beccato anni fa in un bagno pubblico a Los Angeles. In qualche modo, quell’episodio spazza via tutte le possibilità che quello che dico sia a fin di bene o oggetto di discussione. Non posso combattere questo genere di omofobia".