USA: sorveglianza del Pentagono sui gruppi gay

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Negli Stati Uniti d’America il Dipartimento della Difesa è stato costretto ad ammettere un programma di sorveglianza su gruppi e associazioni LGBT.

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WASHINGTON – Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha recentemente reso pubblici dei documenti che confermano un programma di sorveglianza verso quei gruppi che avevano criticato la politica militare del “Don’t ask, don’t tell” (Non chiedere, non dire) volta all’esclusione dalle forze armate di tutti coloro che dichiarassero apertamente di non essere eterosessuali. La documentazione governativa, denominata TALON Reports, è stata resa pubblica a seguito di una richiesta ufficiale di accesso alle informazioni riservate (Freedom of Information Act) depositata in gennaio dall’SLDN, Servicemembers Legal Defense Network. I documenti confermano le investigazioni giornalistiche che indicavano l’esistenza di un programma di sorveglianza governativa nei confronti di gruppi e associazioni civili in diverse università americane, tra le quali la New York University e le università della California a Berkeley e Santa Cruz. Secondo quanto riportato dalla United Press International il Dipartimento della Difesa ha ammesso di avere “inappropriatamente” raccolto informazioni su coloro che avevano firmato una lettera di protesta inviata al Comitato del Senato sulle forze armate.
C. Dixon Osburn, direttore dell’SLDN, ha dichiarato: “Il Dipartimento della Difesa adesso ha confermato l’esistenza di un programma di sorveglianza che monitorava gruppi LGBT. I capi del Pentagono hanno anche ammesso di avere raccolto in modo inappropriato alcune delle informazioni nel database Talon. Quelle informazioni dovrebbero essere distrutte e nessun altro programma di sorveglianza dovrebbe essere autorizzato in futuro. La libertà d’espressione non è un pericolo per la nostra sicurezza nazionale.” L’SLDN aveva lanciato una causa legale nell’ambito dei suoi tentativi di ottenere informazioni collegate al controverso programma di spionaggio domestico voluto dall’amministrazione Bush, che aveva affermato che questa sorveglianza sui cittadini americani era non solo legale ma anche necessaria per garantire la sicurezza degli Stati Uniti. (RT)

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