Vendola: comunista e gay, ma posso battere Fitto

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"Se ci sono pregiudizi nei miei confronti, questi vengono da una lettura iperpoliticista piuttosto che da pregiudizi di altra natura".

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ROMA – “Se ci sono pregiudizi nei miei confronti, questi vengono da una lettura iperpoliticista piuttosto che da pregiudizi di altra natura”. Così Nichi Vendola commenta le voci secondo le quali la Gad avrebbe rinunciato a candidarlo alla presidenza della Regione Puglia a causa della sua omosessualità.
Riguardo alla sua candidatura come esponente di Rifondazione comunista, Vendola afferma: “La legittimazione ci viene dall’essere protagonisti della costituzione di un’alleanza per il governo del Paese. Accettiamo questa sfida, portando un valore aggiunto: il pluralismo è la chiave per vincere”.
“La determinazione con la quale Bertinotti ha combattuto questa battaglia – spiega – non deriva dalla bramosia di entrare nel recinto dell’appariscenza politica. Avrebbe posto la questione mesi fa. La mia candidatura non è nata da un rapporto di filiazione con Bertinotti ma dalla mia storia in Puglia. E da una forte ambizione di vittoria, alla quale credo. (…) Nel Sud e in Puglia non c’è una sola vicenda di protagonismo comunitario e popolare degli ultimi 30 anni alla quale io non abbia partecipato. Conosco bene i problemi delle aziende pugliesi, non c’è carcere o cella che io non conosca. Io non sarei il capo ma il fratello per moltissimi pugliesi”.

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